entra nel Chiostro Il Chiostro Sant'Agostino a Recanati
La struttura attuale venne realizzata nel XIV secolo su preesistenze romaniche, subendo in seguito consistenti interventi di rifacimento.
Tra gli elementi riferibili al periodo gotico, si segnalano tracce di monofore sul fianco sinistro della chiesa e, allinterno, significativi resti di affreschi, pervenuti fino a noi nonostante i lavori
di rinnovamento eseguiti nel Seicento su progetto di Ferdinando Bibbiena, che ne determinarono lattuale impianto ad aula unica.
L'esecuzione del portale della facciata principale, in pietra bianca d'Istria, che presenta affinita con quello di San Domenico, risale al 1484 ed e attribuibile a Giovanni di Fiandra, su disegno
di Giuliano da Maiano.
La struttura dell'ex convento adiacente, vanta un portale ad arco di tipologia senese, caratterizzato dalla giustapposizione di un arco a sesto acuto e uno a sesto ribassato, mentre
il chiostro di eta tardo gotica, presenta volte a crociera impostate su pilastri ottagonali in cotto.
La torre campanaria, anchessa con muratura in laterizi, risale al XIII secolo.
Lettera di Natale
Quando a uno si dice: guarda che hai un cancro, bello bello, seduto nel centro del ventre come un re sul trono, allora costui se cerca di avere fede- fa una cosa prima di altre: comincia ad elencare ciò che conta e ciò che non conta; e cercherà di dire, con ancora più libertà di sempre, quanto si sente in dovere di dire, affinché non si appesantiscano ancor di più le sue responsabilità.E continuerà a dirsi: la Provvidenza mi lascia ancora questo tempo e io non rendo testimonianza alla verità!E dunque per queste ragioni, caro Gesù, che mi sono deciso a scriverti in questo Natale.Non credo proprio per nulla ai nostri Natali: anzi penso che sia una profanazione di ciò che veramente è il Natale.Costellazioni di luminarie impazzano per città e paesi fino ad impedire la vista del cielo. Sono città senza cielo le nostre. Da molto tempo ormai! E un mondo senza infanzia. Siamo tutti vecchi e storditi .Da noi non nasce più nessuno: non ci sono più bambini fra noi. Siamo tutti stanchi : tutta lEuropa è stanca :un mondo intero di bianchi, vecchi e stanchi.Il solo bambino delle nostre case saresti tu, Gesù , ma sei un bambino di gesso! Nulla più triste dei nostri presepi: in questo mondo dove nessuno più attende nessuno.Loccidente non attende più nessuno, e tanto meno te: intendo il Gesù vero, quello che realmente non troverebbe un alloggio ad accoglierlo. Perché, per te, vero Uomo Dio, cioè per il Cristo vero, quello dei beati voi poveri e guai a voi ricchi; quello che dice beati coloro che hanno fame e sete di giustizia ..,per te, Gesù vero, non cè posto nelle nostre case, nei nostri palazzi, neppure in certe chiese, anche se le tue insegne pendono da tutte le pareti...Di te abbiamo fatto un Cristo innocuo: che non faccia male e non disturbi; un Cristo riscaldato; uno che sia secondo i gusti dominanti; divenuto proprietà di tutta una borghesia bianca e consumista.Un Cristo appena ornamentale. Non un segno di cercare oltre, un segno che almeno una chiesa creda che attendiamo ancoraEppure tu vieni, Gesù; tu non puoi non venireVieni sempre, Gesù. E vieni per conto tuo, vieni perché vuoi venire .E così la legge dellamore. E vieni non solo là dove fiorisce ancora unumanità silenziosa e desolata, dove ci sono ancora bimbi che nascono; dove non si ammazza e non si esclude nessuno, pur nel poco che uno possiede ,e insieme si divide il pane.Ma vieni anche fra noi, nelle nostre case così ingombre di cose inutili e così spiritualmente squallide.Vieni anche nella casa del ricco, come sei entrato un giorno nella casa di Zaccheo ,che pure era un corrotto della ricchezza. Vieni come vita nuova, come il vino nuovo che fa esplodere i vecchi otri.Convinto di queste cose e certo che tu comunque non ci abbandoni, così mi sono messo a cantare un giorno: Vieni di notte,ma nel nostro cuore è sempre notte: e dunque vieni sempre, Signore.Vieni in silenzio,noi non sappiamo più cosa dirci: e dunque vieni sempre, Signore.Vieni in solitudine,ma ognuno di noi è sempre più solo:e dunque vieni sempre, Signore.Vieni , figlio della pace,noi ignoriamo cosa sia la pace:e dunque vieni sempre, Signore.Vieni a consolarci,noi siamo sempre più tristi:e dunque vieni sempre , Signore.Vieni a cercarci,noi siamo sempre più perduti:e dunque vieni sempre, Signore.Vieni tu che ci ami:nessuno è in comunione col fratellose prima non è con te, Signore.Noi siamo tutti lontani, smarriti,né sappiamo chi siamo, cosa vogliamo.Vieni, Signore.Vieni sempre, Signore. David Maria Turoldo
Il PRESENTE
Signore, aiutaci a vivere l'oggi,
a non indugiare nel passato.
Ciò che è stato è stato, e tutto
il mio rammarico non lo farà risorgere.
Il momento immediatamente presente
è quasi sempre tollerabile.
Soltanto il rimpianto del passato e l'apprensione
del futuro lo rendono insopportabile.
Adattarsi alle circostanze è assai più facile
che piegarle alla nostra volontà.
Aiutaci a capire che accettare il dono di ogni giorno è lasciarsi guidare docilmente da Te.
Sören Kierkegaard, filosofo e teologo, 1813-1855
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Agostiniana Tardi ti ho amato
Dio Signore, tardi ti ho amato.
Bellezza tanto antica e tanto nuova,
tardi ti ho amato!
Tu eri dentro di me,
e io stavo fuori,
ti cercavo qui, gettandomi, deforme,
sulle belle forme delle tue creature.
Tu eri con me,
ma io non ero con te.
Mi tenevano lontano
da te le creature che, pure,
se non esistessero in te,
non esisterebbero per niente.
Tu mi hai chiamato,
e il tuo grido ha vinto la mia sordità;
hai brillato,
e la tua luce ha vinto la mia cecità;
hai diffuso il tuo profumo,
e io l'ho respirato, e ora anelo a te;
ti ho gustato,
e ora ho fame e sete di te;
mi hai toccato,
e ora ardo dal desiderio della tua pace.
SANT'AGOSTINO
Canti CANTI COMUNI ANTICHI E NUOVI
GLORIA IN EXCELSIS DEO
Gloria in excelsis Deo et in terra pax hominibus bonae voluntatis.
Laudamus te, benedicimus te, adoramus te, glorificamus te,
gratias agimus tibi propter magnam gloriam tuam, Domine Deus,
Rex caelestis, Deus Pater omnipotens.
Domine Fili unigenite, Iesu Christe, Domine Deus,
Agnus Dei, Filius Patris, qui tollis peccata mundi, miserere nobis;
qui tollis peccata mundi, suscipe deprecationem nostram.
Qui sedes ad dexteram Patris, miserere nobis.
Quoniam tu solus Sanctus, tu solus Dominus,
tu solus Altissimus, Iesu Christe, cum Sancto Spiritu
in gloria Dei Patris. Amen.
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CIELI E TERRA NUOVA
Cieli e terra nuova il Signor darà
in cui la giustizia sempre abiterà.
Tu sei il figlio di Dio e dai la libertà.
Il tuo giudizio finale sarà la carità
Vinta sarà la morte in Cristo risorgerem:
e nella gloria di Dio per sempre noi vìvrem.
Cieli e terra nuova il Signor darà
in cui la giustizia sempre abiterà.
Il suo regno di vita d'amore e di verità
di pace di giustizia di gloria e santità.
CRISTO RISUSCITI
Cristo risusciti in tutti i cuori,
Cristo si celebri ,Cristo si adori,
Gloria al Signor!
Chiamate,o popoli del regno umano,
Cristo sovrano. Gloria la Signor!
Dense le tenebre son del pensiero,
Cristo è la fulgida luce del vero.
Gloria al Signor!
E' il ciel la patria che il cuor desìa
Cristo è la via.Gloria al Signor.
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Dallo Zibaldone
Alla tirannia fondata sopra l'assoluta barbarie, superstizione, e intera bestialità de' sudditi, giova l'ignoranza, e nuoce definitivamente e mortalmente l'introduzione dei lumi. Perciò Maometto, con buona ragione proibì gli studi.
Alle tirannie esercitate sopra popoli inciviliti fino a un certo punto, fino a quel mezzo,
nel quale consiste la vera perfezione dell'incivilimento e della natura, l'incremento
e propagazione dei lumi, delle arti, mestieri, lusso ec. non solamente non pregiudica,
ma giova sommamente, anzi assicura e consolida la tirannia, perchè i sudditi da quello
stato di mediocre incivilimento che lascia la natura ancor libera, e le illusioni, e il coraggio,
e l'amor di gloria e di patria, e gli altri eccitamenti alle grandi azioni, passa all'egoismo, all'oziosità riguardo all'operare, all'inattività, alla corruttela, alla freddezza, alla mollezza
ec a sola natura è madre della grandezza e del disordine.
La ragione tutto all'opposto. La tirannia non è mai sicura se non quando il popolo non è capace di grandi azioni. Di queste non può esser capace per ragione, ma per natura. Augusto, Luigi 14. ed altri tali mostrano di aver bene inteso queste verità.
(28. settembre 1820.)
IL VENERDÌ SANTO
Quando Gesù con l'ultimo lamento
Schiuse le tombe, e la montagna scosse,
Adamo rabbuffato, e sonnolento
Alzò la testa, e sovra i piè drizzosse.
Le torbide pupille intorno mosse
Pieno di meraviglia, e di spavento,
E palpitando addimandò chi fosse
Lui, che pendeva insanguinato, e spento.
Quando lo seppe, a la rugosa fronte,
Al crin canuto, ed a le guancie smorte
Con la pentita man fè danni, ed onte.
Si volse lacrimando a la consorte,
E gridò sì che rimbombonne il monte,
Io per te diedi al mio Signor la morte
Giacomo Leopardi
scarica il documento Monaldo Leopardi
EGLOGA
Scritta in occasione del Santo Natale 1806
e recitata in famiglia dai piccoli Giacomo e Carlo
Pubblicata da Anna Leopardi
In occasione del S. Natale
2006
scarica il documento Aforismi AFORISMI
Si è stati cattivi spettatori della vita, se non si è vista anche la mano che delicatamente uccide.Friedrich NietzscheSposarsi o non sposarsi non è importante. In ogni caso ti pentirai.SocrateUn vecchio amore è come un granello di sabbia, in un occhio, che ci tormenta sempre.VoltaireChi ammonisce il derisore, se ne attira lo scherno, chi rimprovera l'empio se ne guadagna l'insulto.Sacre ScrittureTu sei una persona diversa, che vuole essere uguale. E questo, dal mio punto di vista, è considerato una malattia grave.Paulo CoelhoQuando si dice la verità, prima o poi si è sicuri di essere scoperti.Oscar WildeUn Dio tutto misericordia è un Dio ingiusto.Edward YoungL'umanità senza la donna sarebbe scarsa. Terribilmente scarsa.Mark TwainPreferisco avere all'incirca ragione che precisamente torto.John Maynard KeynesLa parte preparatoria dei rimorsi, di solito, è abbastanza piacevole.Marcello MarchesiTutta l'arte è imitazione della natura.SenecaUna donna facile è quella che ha la moralità sessuale di un uomo.AnonimoOgni volta che si fa una cosa stupidissima si è sempre mossi dai motivi più nobili.Oscar WildeOgni fenomeno naturale è un linguaggio mal compreso. R. ThomLa natura è piena d'infinite ragioni che non furon mai in isperienza. L. da VinciUna buona cura per il mal di mare è stare seduti sotto un albero.Spike MilliganEssere innocenti è pericoloso perché non si hanno alibi.Boris MakareskoNon dimentico mai una faccia, ma nel vostro caso farò un'eccezione.Groucho MarxE' mia ambizione dire in dieci frasi quello che altri dicono in interi volumi.Friedrich NietzscheIl ladro ti dice o la borsa o la vita; la moglie ti prende sia l'una che l'altra!AnonimoPer comprendere la natura, bisogna far sì che essa si sviluppi dentro di noi in tutta la sua interezza. NovalisLa natura è sempre la migliore consigliera. NapoleonePresto o tardi la Natura non manca di vendicarsi per ogni azione dell'uomo diretta contro di lei. H. PestalozziUomo povero ha i giorni lunghi.Giovanni VergaOgni progresso è dovuto agli scontenti. Le persone contente non desiderano alcun cambiamento.Herbert George WellsL'uomo è l'unica creatura che consuma senza produrre. George OrwellDicono che l'amore è vita, io per amore sto morendo.Jim MorrisonOnesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero.Proverbio Arabo
Pensieri erranti TELLE GIALLE
Posò il pacchetto sul tavolo e noi tutti incuriositi l'osservammo
Era legato con uno spago e mio padre si mise pazientemente a scioglierne il nodo.
Poi con gesti cominciò a scartarlo.
Erano le stelle *.
" Ne ho portate diverse per ciascuno di noi", disse, " così le potrete cucire su tutti i capi di abbigliamento".
Mia madre e ne prese in mano una e la osservò attentamente.
" Vedrò se in casa ho del filo giallo".
MARGA MINCO, scrittrice olandese da " Non sarebbero più tornati.
Né mio padre, né mia madre, né Bettie, né Davie né Lotte".
*Erano stelle gialle da attaccate sugli indumenti degli ebrei per ordine dei nazisti
Stasera
Stasera, all'infinitesimo lume delle stelle, alberi e fiori hanno sparso i loro freddi profumi.
Ci passo in mezzo, ma nessuno di loro ne fa caso.
A volte io penso che mentre dormo forse assomiglio a loro nel modo più perfetto.
Stare sdraiata per me è più naturale.
Allora il cielo e io siamo in aperto colloquio, e sarà utile il giorno in cui resterò sdraiata per sempre:
finalmente gli alberi mi toccheranno, i fiori avranno tempo per me.
LUIGI SANTUCCI (1918-1999)
Lo stesso grande angelo
Lo stesso grande angelo, colui che già una volta le aveva consegnato l'annuncio della nascita, era là in attesa che levasse a lui lo sguardo, e disse:
"E' tempo ora che tu appaia".
Ed Ella ebbe timore, come allora, e ancora si mostrò come ancella, che nell'intimo annuisce.
Ma lui la illuminava: infinitamente avvicinandosi, fu come se svanisse nel suo volto...
Ella nella debolezza si distese e nei cieli su Gerusalemme attrasse così vicino che, uscendo la sua anima nell'alto,
solo di poco dovette protendersi: Egli che di lei tutto sapeva, la sollevò, nella divina natura che già le apparteneva.
Reiner Maria Rilke, (1875-1926) in VITA DI MARIA
L'avventura di Cristo...
L'avventura di Cristo... volo di libertà,
trasfigurazione dei giorni continua tra noi, che arranchiamo sui costoni dell'esilio.
Quanto potrebbe sembrare un sogno è la realtà suprema dell'esistenza.
Cristo non fu, è, non ha parlato, parla; non ha compiuto miracoli, li compie,
non è morto e risorto, muore e risorge ogni giorno in noi pellegrini del deserto.
LUIGI SANTUCCI, "VITA DI CRISTO"
Riflessioni LA MIA VITA NON APPARTIENE A ME, MA A VOI
(Oscar A. Romero) Era questa la frase che citava spesso mons. Oscar A. Romero, Vescovo di San Salvador, nel piccolo stato centroamericano di El Salvador.
"Sono spesso stato minacciato di morte... Come pastore sono obbligato, per mandato divino, a dare la vita per coloro che amo, che sono salvadoregni, anche per quelli che mi vogliono uccidere. Il martirio e una grazia di Dio che non credo di meritare. Ma se Dio accetta il sacrificio della mia vita, possa il mio sangue essere semente di liberta e segno che la speranza sara presto realta. Se e accetta a Dio, possa la mia morte servire alla liberazione del mio popolo. Perdono e benedico coloro che ne saranno la causa... perderanno il loro tempo: morira un Vescovo, ma la Chiesa di Dio, che e il popolo, non perira mai".
scarica il documento CERCA DI SCOPRIRE
Se non puoi essere un pino sul monte,
sii una saggina nella valle,
ma sii la migliore, piccola saggina
sulla sponda del ruscello.
Se non puoi essere un albero,sii un cespuglio.
Se non puoi essere un'autostrada, sii un sentiero.
Se non puoi essere il sole, sii una stella.
Sii sempre il meglio di ciò che sei.
Cerca di scoprire il disegno che sei chiamato ad essere;
poi mettiti con passione a realizzarlo nella vita.
Martin Luther King
Giuramento moderno del medico
Consapevole dell'importanza e della solennità dell'atto che compio e dell'impegno che assumo,
GIURO:
di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento; di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale; di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente; di attenermi nella mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona non utilizzerò mai le mie conoscenze; di prestare la mia opera con diligenza, perizia e prudenza secondo scienza e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l'esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione; di affidare la mia reputazione esclusivamente alle mie capacità professionali ed alle mie doti morali; di evitare, anche al di fuori dell'esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della professione; di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni; di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica; di prestare assistenza d'urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità, a disposizione dell'Autorità competente; di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo medico tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente è fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto; di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell'esercizio della mia professione o in ragione del mio stato.
Giuramento Antico di Ippocrate
"Giuro per Apollo medico e Asclepio e Igea e Panacea e per gli dèi tutti e per tutte le dee, chiamandoli a testimoni, che eseguirò, secondo le forze e il mio giudizio, questo giuramento e questo impegno scritto: di stimare il mio maestro di questa arte come mio padre e di vivere insieme a lui e di soccorrerlo se ha bisogno e che considererò i suoi figli come fratelli e insegnerò quest'arte, se essi desiderano apprenderla; di rendere partecipi dei precetti e degli insegnamenti orali e di ogni altra dottrina i miei figli e i figli del mio maestro e gli allievi legati da un contratto e vincolati dal giuramento del medico, ma nessun altro. Regolerò il tenore di vita per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio, mi asterrò dal recar danno e offesa. Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, nè suggerirò un tale consiglio; similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo.
Con innocenza e purezza io custodirò la mia vita e la mia arte. Non opererò coloro che soffrono del male della pietra, ma mi rivolgerò a coloro che sono esperti di questa attività. In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario, e fra l'altro da ogni azione corruttrice sul corpo delle donne e degli uomini, liberi e schiavi. Ciò che io possa vedere o sentire durante il mio esercizio o anche fuori dell'esercizio sulla vita degli uomini, tacerò ciò che non è necessario sia divulgato, ritenendo come un segreto cose simili. E a me, dunque, che adempio un tale giuramento e non lo calpesto, sia concesso di godere della vita e dell'arte, onorato degli uomini tutti per sempre; mi accada il contrario se lo violo
Preghiere ACCOGLI E PERDONI
Aperte le braccia sul mondo
Nellora dellultimo dono,
a noi che tabbiamo trafitto
riveli il mistero del cuore.
Un colpo crudele di lancia
Lesamine fianco percuote;
dal fondo fluisce sommessa
unonda di sangue e di acqua.
Nellumile segno si svela
Un grande mistero nascosto:
per sangue ci salva lamore,
morendo ci dona la vita.
Leterno indicibile Amore
Che ardeva nel Padre e nel Figlio,
lamore che accoglie e perdona
trabocca dal cuore squarciato.
Consegni lo spirito al Padre,
discendi con noi nella morte,
ma in cambio mirabile
effondi lo Spirito eterno di Dio.
Tu sei il Salvatore promesso
Che schiudi le fonti dellacqua:
attinge con gioia la terra,
esulta il deserto assetato.
O Cuore che sempre rimani aperto passaggio
Di Pasqua sei porta del Padre che viene,
approdo del figlio che torna.
O Padre che amor ti riveli
Nel cuore pasquale del Figlio,
a te, nello Spirito Santo,
il canto di giubilo. Amen.
F. Duci
A cura di Leonida da Presenza cristiana
Andria marzo 2006
Preghiere a Maria
nelle chiese orientali
AIUTAMI A SCEGLIERE, SIGNORE
Di fronte a noi
si aprono molte strade
e ci stordiscono
tante voci discordanti.
Tra queste,
la Tua chiamata,
Signore,
è un invito forte e dolce
che non toglie nulla
alla nostra libertà;
noi vogliamo riservarci
interamente la gioia e la responsabilità
della risposta
non permettere che persone,
idei o avvenimenti
impediscano o strumentalizzino
le nostre scelte
e le nostre decisioni.
Rendi più grande
la nostra generosità
e liberà la nostra libertà,
perché ognuno di noi,
al suo posto,
voglia donarsi con amore,
fino alla fine.
Paolo IV
Poesia AL RICOVERO
Visi scarni, occhi infossati,ansiosi al calar della sera,
Ombre tremanti, ali di avvoltoi dietro luscio,
Gelosie assopite ormai remote
Si muovono nel buio della via.
Negli animi abissi profondi.
Ai cari ricordi basta una chicca, un sorriso
Una parola buona
E l'ombra dell'avvoltoio dà il passo al giorno,
Bimbo nato ora per aprire la porta alla morte
Prati verdi derba, tenera acqua chiara di fiume,
Fresca, nuova, refrigerio della sete:
Un alitar di vento caldo ci aspetta,
Un alitar dolce ci aspetta, sempre,
Ci aspetta tutti con l'eternità.
FOGLIA DI ROSA da Recanati
Alba tramonto sorriso pianto...
Ecco,
La luce fioca dall'orizzonte si espande sulla pianura
E come u,onda di piena tutto travolge,
Così la luce ravviva
Le ombre si allungano, si accorciano,
E ondeggiando come arbusti sotto il peso della prima piena fluttuano
In un movimento di chiaroscuri che tutto rianima.
Suoni rinnovati sbocciano dal silenzio delle tenebre
Spargendo nell'aria le loro note come petali trasportati dal vento
In una giornata primaverile.
Un'energia candida, spuria di emozioni pervade le tue membra,
La tua mente si apre con un sorriso sulla vita,
Tutto da decidere ancora della tua esistenza,
Mentre l'aria fresca del mattino ti inebria
Con profumi ancora ignoti.
Tramonto raccolto attorno alle tue membra
Osservi il disco dorato della tua vita
Che scompare dietro la linea dell'orizzonte,
Delle tue speranze, delle tue illusioni,
Dei tuoi falsi amori
Una lacrima sgorga,
Piena di passate emozioni riflette la tenue luce delle tue ultime speranze,
Mentre tutt'attorno il silenzio ti avvolge
E ti lascia nell'oblio dei tuoi rimpianti.
Monteverde di Roberto
Recanati,13 giugno 2005
versi dialetali PECCATO SIGNORE CH'ERA SOLO UN SOGNO
Quanto è stato bello Signore a ospitatte
Quann'ero piccola tra i campi 'ncantanti.
E farfalle che facìa a gara a 'ccarezzantte
E dalla vò certi fiori non è più sbocciati.
Quanto gioia per te e che divertimento
Lle rondolette cu petto biango de libertà
Co e piume de e lale rigonfie de vento
Che sopra i fili da luce facìa u verità.
Un segno forte: "na croce de canna"
Tra e spighe orgojose d'esse ostie future.
I papaolò festosi che te cantava l'osanna.
Cantava l'erba e brance e cantavi tu pure.
Te recordi quanno che semo jiti a cure
Co i piedi scarzi dopo quello temporale
Sopra e joppe ancò tutte molle e scure?
Mango l'orme lassavi quanteri speciale!!
I capeji tua santi se ondulava ca brezza.
Ntra l'occhi e schejie de quer cielo sereno.
U solo 'ntimorito pe volette fa na carezza
Te intrecciava un diadema coll'arcobaleno.
Na tavolata longa e nuà tutt'intorno!
Tu cos se mà bianche ce spezzavi llu pà
Che mamma avìa ppena levato da u forno
Impastato cu niente e co a farina de u grà.
Voglio una bambola ma i sòrdi non cera.
M'hi pijato na lagrema da sopra 'na cija
N'hi impastata una che parìa propio vera:
"Co' ce vole -dicesti- a fa contenta na fija!"
Na vo' m'hi chiesto cò c'avio ntre saccocce.
"Un osso de ciregio e du musichette de pa'!
Na bardascia Signore cosa mai pole avecce?!"
"Da grana facce poesia de questa povertà!"
Un purcinello era vestito co i peli de u sole.
Caminava cioppo pe lla zampetta strocca.
"Nun pigolà piccoletto che Gesù non vole!"
E con carma hi portato sotta a lala da biocca.
A neve du biangospì ricamava su e fratte.
Era u giorno de Pasqua e d'aprile impazzito.
All'impruviso e campane parìa proprio matte:
e venuti jò du angioli a gambiatte u vestito!!
Era biango Signore più biango de un gijo!
Tessuto da Madonna su un telà risonante.
Come fa tutte e madre pa ricorrenza du fijo:
na tonneca nova e più de sempre elegante.
Che gentiluomo che fosti llu giorno de festa
Mentre maggio nascìa ntra l'aria odorosa.
Juitasti a mamma a mette a brocca sa testa
Perché co l'artra mà te ce volìa dà na rosa.
Na notte d'istate n accento de luna!!
Che messaggi profumati te rriava da i lillà!
Tu te fissavi verso e stelle che una per una
Te sgocciolava addosso a luce dell'eternità.
Noartri te spiavamo da lì decreto a finestra
Pe capì po fa un Cristo lassato da solo.
Tu te impruvisavi un direttore d'orchestra
Modulanno u garbì come passeroin volo.
I camì rcumensava de novo a fumà.
Babbo sumentava co l'espressiò sincera.
Tu te 'vvicinasti cu na ciummella de grà
E l'hi sparso con grazzia su u core da tera.
Sopra i coppi a porvere de na stella cadente.
Un brivedostrano ce 'vvorgeva a spirale.
Davanti u presepio insieme a te sorridente
Guardiamo u lupetto:ma che bello Natale!
"Chi saraà llu bell'omo l'in casa de Paoletto?!!"
A gente mormorava c'era intorno un brusìo.
"Avrà meso un garzò? Ma non pare puretto!
Ma però quant'è bello.è più bello d'un Dio!
Non svejalla te prego abbi un po' pazienza!
Na bardascia che dorme è a delizia du monno.
Co' ce sai ndo' te po' rrivà co quellinnocenza
Quanno u sonno è profonno profondo profondo.
Ma a sveja du tempo c'ha sempre un bisogno
De strillate crudele: "Basta è fenita!"
Che peccato Signore ch'era tutto un insogno!
Ma quell'anno con te m'è bastato una vita!!!!!
Gabriella Paoletti
eventi a Recanati don Enrico Cotelli
La notizia della tragica morte di don Enrico Cotelli ha lasciato stupiti ed increduli tutti gli italiani della nostra missione, sia che lo conoscessero personalmente, sia che non lo conoscessero...
leggi il documento AFFRESCHI SCOPERTI NELLA CHIESA DI S. AGOSTINO IN RECANATI
Il nostro carissimo amico Francesco Ghirotti, valente professore e direttore della scuola di disegno professionale di Recanati, facendo alcuni suoi studi di ricostruzione architettonica della chiesa di S. Agostino di questa citta, a fine di rimetterla nell'antico e classico suo stile, ebbe la fortunata occasione di fare alcune importanti scoperte artistiche.
leggi il documento Luigi Benedettucci - Antologica
La mostra di Luigi Benedettucci rappresenta per la Città di Recanati un'occasione importante per conoscere ed approfondire la figura di un artista recanatese di grande sensibilità, molto amato dai suoi concittadi ni e apprezzato da critici d'arte di fama e autorevolezza non solo nazio nale.
leggi il documento chiese e monumenti Chiesa e Convento dei frati Cappuccini
Un angolo di memorie leopardiane
La presenza a Recanati dei frati cappuccini - un ramo dell' Ordine francescano - risale al 1558. Il loro primo convento sorse su una collina, fuori di Porta Morello. Di qui i frati si recavano giornalmente al vicino santuario di Loreto per svolgervi umili mansioni. Nel 1616 fu costruito l'attuale convento con la rispettiva chiesa, dedicata alla Madonna di Loreto, come dichiara anche l'iscrizione posta sopra l'architrave della porta della chiesa, all'esterno: Templum Deiparae Virgini Mariae Lauretanae dicatum MDCXVI. In questo convento sono vissuti santi e operosi frati. Si cita, fra tutti, p. Bonaventura Massari da Recanati (1614-1691), uno dei più insigni cappuccini del Seicento, celebratissimo predicatore apostolico e autore delle famose Prediche di Palazzo. Il convento, nel secolo XX, prima è stato Centro regionale dell'Ordine Francescano Secolare, guidato anche dal p. Gaetano da Cerreto (1876-1954), illuminato promotore di un ardente apostolato socio-religioso, e poi, dal 1976, Centro regionale delle Missioni Estere dei Cappuccini marchigiani.
leggi il documento La storia di Palazzo Venieri
Le vicende costruttive del palazzo che il Venieri fece edificare a Recanati sono ricostruibili con una buona dose di certezza grazie agli studi archivistici del Vogel e del Benedettucci che hanno contribuito a dissipare molti dubbi circa la storia primitiva dell'edificio...
leggi il documento LA CHIESA DI SANT'ANNA IN RECANATI
La chiesa i di Sant'Anna ha una storia antica e ricca, che merita di essere riassunta, anche perché intimamente legata alla Santa Casa di Loreto.
Da chiesa di Sant'Angelo a chiesa di Sant'Anna
La chiesa che ospita la nuova Porta si ricollega storicamente a quella di Sant'Angelo, elencata con tale titolo in una bolla di Innocenzo IV del 22 marzo 1249. Un'immagine della Madonna denominata Majestas lmm (Maestà) era dipinta sulla parte antistante ed era molto venerata dalla popolazione recanatese, tanto che nel 1341 nove vescovi concessero un'indulgenza a chi la visitasse. Vi fu eretto anche un altare - su cui ardevano ceri votivi isolato in seguito con un cancello, con una piccola struttura a difesa dalle intemperie. Il vescovo di Recanati però lo fece rimuovere perché i riti devozionali venivano turbati dalla gente che transitava o sostava davanti.
leggi il documento Patristica LA NATURA CI ANNUNCIA IL NATALE DEL SIGNORE
L'attesa della natura invita anche noi all'attesa del nuovo sole, Cristo: che sorga a illuminare le tenebre dei nostri peccati; sole di giustizia, si levi vittorioso a dissipare la lunga notte dei nostri delitti e non permetta che il corso della nostra vita si contragga in una tetra angustia, ma lo faccia dilatare con la potenza della sua grazia.
MEDIANTE QUESTA UNIONE
«Per virtù propria, ossia per virtù di Dio che adombrò la vergine, ha posto in lui stesso i germi del suo corpo; ha dato inizio alla sua vita nella vita della carne. In tal modo, fatto uomo dalla Vergine, doveva ricevere in sé la natura della carne, e mediante questa mescolanza, questa unione, il corpo di tutto il genere umano doveva essere in lui santificato» (Ilario di Poitier, De Trin., cc. 24.27, PL 10,66ss).
«Per mezzo del corpo, l'unico Cristo, Verbo di Dio, venne alla nascita e alla corporeità; venne alla parvenza e all'accrescimento; divenne, per successioni di generazione, soggetto ai tempi. Nella divinità e nella umanità che furono unite nella persona, nell'umanità di cui si servì divinamente e umanamente, nel dominio e nella soggezione, in realtà e azione, il Figlio di Dio si è fatto uomo» (Efrem Siro, S. 6 fu Hebd. sanct.).
BEATI COLORO CHE LO ACCOLGONO
«Beati dunque coloro che hanno accolto il Cristo, venuto come luce nelle tenebre, perché si sono trasformati in figli della luce e del giorno. Beati quelli che nella loro vita si sono rivestiti della sua luce, perché hanno già indossato la veste per le nozze; non avranno i piedi e le mani legate per essere gettati nel fuoco eterno.
Beati quelli che hanno contemplato Cristo stesso nel corpo, ma più beati quelli che l'hanno visto nell'intelligenza e nello Spirito, perché non vedranno la morte in eterno...» (Simone il nuovo teologo, Etica, 10, SC 129. 315s).
E dunque, poiché la natura stessa ci fa conoscere che giunge il Natale del Signore , facciamo anche noi ciò che essa è solita fare: cioè, come la natura incomincia a dilatare i suoi giorni, così anche noi dilatiamo la nostra giustizia; come dell'allungarsi dei giorni godono insieme i poveri e i ricchi, così possano i pellegrini e gli indigenti godere insieme della nostra liberalità; come il mondo raccorcia le sue notti, così noi dobbiamo amputare la notte della nostra avarizia.
E come pure, nel tempo invernale, i semi si nutrono quando ai tiepidi raggi del sole il gelo dei campi si scioglie, così si sciolga ai caldi raggi del Salvatore la durezza dei nostri cuori e incomincino a mettere radici i semi della giustizia!
Massimo di Torino, Sermone 61a,1
Ortodossia Akathistos Theotokos
È uno tra i più famosi inni che la Chiesa Ortodossa dedica alla (Genitrice di Dio).
Si chiama per antonomasia quest'inno liturgico del secolo V, che fu e resta il modello di molte composizioni innografiche e litaniche, antiche e recenti."Akathistos" non è il titolo originario, ma una rubrica:"a-kathistos" in greco significa "non-seduti", perché la Chiesa ingiunge di cantarlo o recitarlo "stando in piedi", come si ascolta il Vangelo, in segno di riverente ossequio alla Madre di Dio.
leggi il documento Preghiere a Maria
Santissima Signora, Madre di Dio, la sola totalmente pura danima e di corpo, tu superi ogni purezza, ogni verginita, ogni castita. Unica dimora di tutta la grazia dello Spirito, oltrepassi senza confronto anche gli angeli in purezza, in santità d'anima e di corpo. Rivolgi i tuoi occhi su di me, colpevole, impuro e macchiato nella mia anima e di corpo dalle tare della mia vita : le passioni e i piaceri. Libera il mio spirito dalle sue passioni, santifica e raddrizza i miei pensieri quando corrono all'avventura; regola e dirigi i miei senti, scuoti la detestabile e infame tirannia delle miei inclinazioni e passioni impure, distruggi in me l'impero del peccato.
leggi il documento PREPARAZIONE DEL SANTO SEPOLCRO
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