1. CaCAMe! è l'acronimo di Campagna Contro l'Abuso Mediatico
2. CàCAMe! con l'accento sulla prima A è molto più efficace dei più banali sinonimi GUARDAMI, LEGGIMI, DAMMI RETTA...
3. CaCÀMe! Con l'accento sulla seconda A è il giusto termine con cui indicare l'oggetto di questa campagna: il cacàme con cui sempre più forum, siti, blog e giornali riempiono le proprie pagine, senza preoccuparsi di effettuare le dovute verifiche sulla veridicità di ciò che affermano.
Il cacàme, inteso proprio come cacca - di per sé innocuo se circoscritto nei giusti ambienti e trattato in modo adeguato - diventa pericoloso per la salute - in quanto anti igienico - e fastidioso per chiunque abbia un naso - in quanto puzza terribilmente - nel momento in cui se ne abusi con l'accumulo o si proceda con lo "smaltimento" incontrollato.
E quale termine migliore potremmo usare per indicare l'accumulo e lo spargimento di feccia di cui da un po' di tempo alcuni siti e giornali stanno abusando?
La Campagna Contro l'Abuso Mediatico, che sarà valida contro qualunque tipo di notizia di cui si possa provare la natura calunniosa, diffamatoria e fallace pubblicata da terzi in Internet o su carta stampata, inizia a difesa di alcuni operatori del settore editoria, ultimamente presi di mira da un sito in particolare, che è stato per altro la fonte di informazione di altri siti e di testate giornalistiche a diffusione nazionale, che ne hanno tratto spunto per creare i propri articoli e le proprie discussioni.
Pur rispettando (se non addirittura condividendo) l'opinione che molti hanno sull'editoria a pagamento, ci si aspetta che persone sensate, mature e con qualche cognizione in materia esprimano la propria opinione in senso generalizzato e, soprattutto, in termini legali, esponendo fatti associati a nomi solo quando si possa provare la veridicità di quanto sostenuto e, cosa importantissima, dando la possibilità agli interessati o a chi per essi di intervenire nelle discussioni per fare chiarezza o per esprimere il proprio punto di vista, anche se contrario a quello di origine, il tutto nel pieno rispetto della DEMOCRAZIA, che però, a quanto pare, non avviene.
Non dimentichiamoci che la legge consente la libertà di espressione, opinione e cronaca (ma da ENTRAMBE le parti, non a senso unico!), a patto che questa venga esercitata nel pieno rispetto di questi 3 requisiti:
1. La veridicità dei fatti
2. I fatti devono essere di pubblico interesse
3. I fatti devono essere esposti in toni civili
Se anche uno solo di questi requisiti viene a mancare, allora si varca la soglia dell'illegalità. In particolare, il sito in questione non rispetta mai i requisiti numero 2 (non offre libertà di replica, infierendo su chiunque tenti di contraddire l'opinione dei responsabili del sito e, così facendo, trattenendo tra gli utenti fedeli solo coloro la cui opinione sia in accordo con la propria e facendo di tutto per allontanare gli altri. In questo modo decade la pubblica utilità delle discussioni indicata nel punto 2), e numero 3 (non perdono occasione per attaccare, deridere e insultare chiunque la pensi in maniera differente da loro), ma addirittura spesso non rispetta nemmeno il primo e più importante di tutti: la veridicità dei fatti.
Non solo sul sito sono state pubblicate alcune notizie false, calunniose e spesso diffamatorie nei confronti di persone o aziende, ma addirittura i responsabili del sito rincarano la dose quando qualcuno interviene per sottolineare la falsità delle notizie da essi riportate.
In particolare, si segnala il caso di Zerounoundici Edizioni, che negli ultimi tempi è stata oggetto di un inspiegabile accanimento da parte dei responsabili del sito, che è stato per altro la fonte di informazione di altri siti e di testate giornalistiche a diffusione nazionale, che ne hanno illecitamente tratto spunto per creare i propri articoli e le proprie discussioni. Perché illecitamente? Perché sia per la carta stampata, sia per Internet, su qualunque notizia che possa risultare diffamatoria nei confronti di qualcuno o di qualcosa, va appurata la veridicità prima di poterla diffondere, onde evitare l'inosservanza dei 3 requisiti sopra descritti e, di conseguenza, l'illecito. Questo vale anche (e soprattutto) per notizie reperite altrove e riportate sulla propria pagina, elettronica o stampata che sia.
Il caso Zerounoundici apre quindi questa Campagna Contro l'Abuso Mediatico.
Chiunque lamenti a proprio danno comportamenti mediatici simili da parte di terzi, può esporli per mezzo di questo FORM, indicando anche l'indirizzo web di un apposito blog o forum dedicato all'argomento, se disponibile.
Se i fatti esposti saranno ritenuti validi e concreti, apriremo un caso a voi riservato su questo minisito, che riporti al forum o blog segnalato o, in mancanza, a un forum o blog che vi creeremo appositamente, per raccogliere testimonianze e opinioni in merito.
Se anche tu ritieni che sia ora di contrastare ogni abuso mediatico, qualunque sia l'argomento o chiunque sia la vittima designata, ti preghiamo di diffondere questa campagna copiando e incollando il codicedi questo minisito sulle tue pagine web.
CONDIVIDI
CaCAMe!
Campagna Contro l'Abuso Mediatico
Sezione
CAMPAGNA EDITORI
Anche se leggendolo fa pensare più che altro a uno scherzo, CaCAMe! è un nome a tripla valenza non di un gioco, ma di una cosa molto seria.
>> Il caso WD/Rando
> Il caso Zerounoundici