Urlava, sì, urlava come un matto quel tedesco!
Le donne cercavano di convincerlo che lì non c'era nessun uomo, ma lui neanche le ascoltava, urlava e agitava il fucile:
“Dov'è l'uomo? Dov'è l'uomo!?”
La sedia vuota, quella pipa calda.… Lì c'era senz'altro un uomo.
Ma lui era solo in quel momento, armato sì, ma solo, e quella cantina era troppo buia per rischiare.
Così Leonello, il babbo di mio nonno, il nonno di mio babbo, il mio bisnonno, era salvo!
E lo era anche il tedesco.
Chissà chi era veramente.
Intendo dire chi era veramente nella vita, non in guerra.
In guerra non conta, era solo un soldato e gli altri, i nemici.
Ero un bambino quando il nonno Dante mi raccontava storie come questa: storie di guerra.
Quante ne ho ascoltate! Forse è per questo vissuto che tengo tanto alla cultura della Pace.
Così, insieme ad un gruppo di amici ho fondato l'associazione culturale Arte e Memoria che si prefigge di aver cura dei luoghi della Memoria, intesa come memoria dei fatti collegati alla II Guerra Mondiale: dunque luoghi nei quali sono avvenuti eccidi e stragi nazi-fasciste, lungo i percorsi della Deportazione e nelle città colpite da bombardamenti aerei, sabotaggi bellici o altro ancora, con l'obiettivo ultimo di “non dimenticare” e diffondere, in modo particolare tra i giovani, la cultura della Pace.
Segmenti di Linea Gotica è un imponente progetto di land-art col quale intendo ridisegnare concettualmente sul territorio, laddove è ancora leggibile, la Gothic Line che sul finire della II Guerra Mondiale divise letteralmente in due l'Italia.
La Linea Gotica rappresentava un sistema difensivo di trincee e fortificazioni approntato dall'esercito nazista per ritardare quanto più possibile l'avanzata verso nord delle truppe Alleate sbarcate in Sicilia nel luglio del 1943; conosciuta anche come Linea Verde , tagliava in due la penisola italiana dalla costa tirrenica fino al Mar Adriatico ed è stata teatro, oltre che di cruente battaglie militari e dell'eroica lotta partigiana, di alcuni tra i più tragici episodi della violenza nazi-fascista sulle popolazioni civili.
Nel settembre 2007, al Parco Memoriale della Linea Gotica , ho realizzato la prima fase di questo mio progetto: simbolicamente scalzo e "armato" di un annaffiatoio colmo di colore e diserbante - in misura concettuale, non più di qualche goccia - sono entrato in quella ferita aperta della terra che è la trincea e, in una sorta di "irrigazione al contrario", ho segnato il suolo tracciando SEGMENTO-UNO .
Rispecchiando appieno lo spirito della land-art, soltanto pochi giorni dopo la performance, quella traccia bianca che il critico G. Billi definì "tatuaggio d'amore", era già stata assorbita dal terreno; restano le foto e il ricordo dei partecipanti a documentarne l'esistenza.
(vedi la performance nella pagina photo).
Trincea dopo trincea, segmento dopo segmento, occorrerà disegnare il percorso di questo viaggio della Memoria che, se mai riuscirò a fare, sarà anche l'intervento di land-art più imponente realizzato in Italia.
È un progetto ambizioso che non posso portare avanti da solo; in particolare sento il bisogno dell'aiuto di storici e conoscitori del territorio che mi aiutino ad individuare i siti nei quali sono ancora presenti le trincee o altre tracce della Linea Gotica.
Se potete, vi prego, datemi una mano.
Dov'è 'uomo? trae origine dal racconto di un fatto realmente accaduto durante la II Guerra Mondiale, l'episodio di un rastrellamento e dell'incontro mancato fra due uomini: il mio bisnonno e un giovane soldato tedesco...
Urlava come un matto quel tedesco!
Le donne cercavano di convincerlo
che lì non c’'era nessun uomo,
ma lui neanche le ascoltava,
urlava e agitava il fucile:
"dov’'è l'uomo? dov’'è l'uomo!?”
La sedia vuota, quella pipa calda...
lì c'era senz’'altro un uomo.
Ma il soldato era solo in quel momento, armato sì, ma solo!
e quela cantina era troppo buia per rischiare.
Così Leonello,
il babbo di mio nonno,
il nonno di mio babbo,
il mio bisnonno, era salvo!
Intendo dire, chi era veramente nella vita,
non in guerra.
In guerra non conta:
era solo un soldato e gli altri, i nemici.
Ecco allora che il vero protagonista della storia diventa il grande assente: l'Uomo, vittima e carnefice al tempo stesso, svuotato della sua umanità dall'odio e dalla guerra.
La sedia vuota è emblematica: patisce dell'assenza e, inutile scenografia alla quale manca l'attore principale, l'uomo appunto, perde di senso e significato, trasfigura in qualcosa d'altro, certamente non più nel quotidiano oggetto d'uso.
Alterata nelle proporzioni, che la rendono apparentemente instabile e precaria, la sedia diventa "baldacchino", architettura sacra che accoglie in sé il rito laico della Memoria.
Una maschera d'uomo con batacchio prende forma dalla materia stessa della sedia, emerge dallo schienale che diventa una porta sulla storia, un passaggio obbligato per costruire, sull'esperienza del passato, un futuro di pace e giustizia.
Ma il batacchio è anche un "pearcing estremo" che attraversa lo sguardo e la carne della maschera d'uomo; perché ricordare è doloroso, ma necessario.
Prima di diventare scultura bronzea e trovare definitiva collocazione nella galleria-museo del Lager di Ebensee in Austria, Dov'è l'uomo? è stato il titolo di un'installazione multimediale itinerante; come tale ha effettuato un percorso espositivo molto interessante, soprattutto perchè alternativo rispetto alle sedi canoniche dell'arte: un percorso attraverso i luoghi della deportazione e di eccidi e stragi nazifasciste in Italia e all'estero. Di particolare rilievo le mostre al Museo della Deportazione di Prato, al Museo Storico della Resistenza di Sant'Anna di Stazzema, al Castello Malaspina di Fosdinovo (in concomitanza con Teatri della Memoria) e alla galleria-museo del Lager di Ebensee, laddove in seguito è stata collocata la scultura in bronzo che, dell'installazione, è figlia ed erede morale.
La terra trema è un ciclo di interventi di street-art nelle città che hanno subìto bombardamenti aerei.
L'idea è questa: fissare un luogo e una data - la data di un bombardamento - a un segno artistico unico e riconocibile che, attraverso la sua insistita iterazione, diventi il marchio dell'intero ciclo, la sua immagine.
Il sismografo rileva e registra i movimenti tellurici; è uno strumento semplice: la carta scorre srotolandosi sotto il pennino e l'inchiostro lascia la sua impronta lineare, poi... la terra trema, ma questa volta non è un terremoto: grappoli di bombe scuotono il suolo e l'impronta del pennino si altera, perde la sua linerità e diventa sismogramma, traccia indelebile della follia di tutte le guerre.
Il sismogramma: è questo il segno che, decantato e rielaborato artisticamente, diventa il marchio che accompagna gli interventi di street-art sulla pelle di tutte le città bombardate; pelle, sì, perchè il sismogramma di un bombardamento è anche cardiogramma. Insieme alla terra, viene scosso anche il cuore degli uomini: le vittime come gli artefici del bombardamento che, follemente o colpevolmente, hanno creduto alla necessità della guerra e delle bombe "intelligenti".
Il ciclo ha già avuto inizio con alcuni miei lavori - tra questi ricordo l'ultimo realizzato al Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci nell'ambito della rassegna Artisti a Km zero - e con altri interventi realizzati grazie alla collaborazione di amici che si sono prestati a portare il segno del sismogramma nelle città dei loro viaggi.
(vedi le immagini alla pagina photo).
Perchè il ciclo possa continuare è necessario il contributo di altri amici; fornirò a chi me lo chieda, il materiale necessario per l'intervento di street art. Il contributo di ciascuno potrà essere di volta in volta più o meno impegnativo: apporre un timbro, attaccare un adesivo, affiggere un volantino, indossare una fruit serigrafata, realizzare un graffito...
In ogni caso, una volta realizzato, l'intervento dovrà essere fotografato cercando di contestualizzarlo, inquadrando sullo sfondo un monumento o un edificio riconoscibile della città; la foto verrà pubblicata su questo sito e contribuirà, insieme alle altre, a formare un puzzle della Memoria, un'opera corale e condivisa non più soltanto mia.
Prato, 1 dicembre 2011
Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci
La terra trema: Prato, 15.1.1944
performance e presentazione del progetto di street art
iniziativa realizzata nell'ambito di Artisti a Km Zero, rassegna d'arte organizzata in collaborazione con l'associazione Pecci Arte
autore del video è l'amico Alessandro - Ale MokaProject
Prato 15.1.44
LA TERRA TREMA
performance e presentazione del progetto
vedi l'articolo uscito sulla rivista AParte
http://www.youblisher.com/p/213579-AParte-rivista-n-13/
Il ciclo ha già avuto inizio con alcuni miei lavori e con altri interventi realizzati grazie alla collaborazione di amici che si sono prestati a portare il segno del sismogramma nelle città dei loro viaggi.
ivanocappelli.art_gmail.com