self-(un)organization
bibliomediabcdefghilmnopqrstuvz1.3.-15.4.10
IVAN QAOS
Classe 1980, italiano, in Ticino da sempre.
Adolescenza turbolenta ma ricca, dopo alcuni passi falsi ottiene un diploma di impiegato ma nel tempo libero si dedica alle sue passioni. Musica, pittura e letteratura.
Credendosi razionale decide per un determinato curricolo scolastico ma il contatto con lemotività ed un lungo lavoro su di essa deviano la strada attorno i 18 anni verso larte, spinto e sensibilizzato dalla lettura di autori come Hesse e Jung.
Attratto da ciò che è bello e naturale cerca la possibilità di vivere nelle regole naturali, naturalezza tanto agognata quanto distante.
Arte come mezzo catartico di consapevolezza e comunicazione.
Aldilà della razionalità, vie che le parole non possono raggiungere.
Lunga ricerca e contemplazione dellinteriorità così ermetica e sconfinata.
Minuziosi sguardi e ricerca nel buio portano lenti progressi verso la via del sé così larte è il risultato parallelo e complementare del suo personale processo di individuazione.
Lanima compone monologhi che parole non hanno.
Larte come via verso la spontaneità, persa, studiata, programmatairrefrenabile.
Rappresento un po ermeticamente, forse nevroticamente, cose invisibili agli occhi, per cui bisogna avere un certo tipo di approccio, di intelligenza, per vivere, sentire, condividere
non volevo essere nulla, se non quello che spontaneamente erompeva da me stesso
Demian, H. Hesse
IVAN GREBENSHIKOV
Nato il 26.12.1982
Frequentato le elementari a San-Pietroburgo, le medie in Ticino e le superiori in Italia.
Al momento laureando all'Accademia di Belle Arti, Brera, Milano al corso di Pittura.
Attualmente elaboro le ripercussioni di tipo antropo-filosofiche della relativamente recente Teoria (inter e trans-disciplinare) del cosiddetto Caos, Complessità, Emergenza e i personali Attrattori Visuali. Sperimento con oggetti della percezione, movimenti oculari, *entropia retinica*, ed orientamento visivo.
ALESSANDRO TONOLI
Alessandro nasce sulle sponde del lago.
Cresce in un ambiente rustico, con il cortile e gli animali della fattoria.
Si trasferisce in collina, a ridosso del bosco, all'età di otto anni.
Paesaggio, ombra e luce. I suoi occhi raddoppiati dalle lenti.
Dopo s'iscrive alla Scuola Civica Arte e Messaggio
del Castello Sforzesco a Milano e frequenta il Corso d'illustrazione.
All'interno di un ambiente ricco di stimoli e dal confronto intenso con i compagni di corso sviluppa un proprio stile di disegno che si rivela interessato alla figurazione ma libero delle proporzioni classiche. Non avendo frequentato scuole d'indirizzo artistico alle Scuole Superiori fa della difficoltà di rappresentazione il punto forza per una personalizzazione. In questo periodo conoscerà e osserverà i maestri del Novecento e ne rimarrà affascinato e contaminato.
Si appassiona al mondo dell'illustrazione, frequenta corsi con Arcadio Lobato (illustratore di libri per linfanzia) nelle risaie della Lomellina e nelle Prealpi Venete, e di conseguenza entra a far parte dellAssociazione Le Cicale di Tromello (PV) con cui nascerà un sodalizio e collaborazione: un libero e reciproco scambio non solo artistico ma anche umano tra persone creative, che si rifà a modelli del passato, quando tutte le arti si apprendevano a bottega, condividendo le competenze tecniche, i materiali, l'atmosfera di lavoro.
Al termine di un corso di grafica presso il CFP Bauer a Milano, fa conoscenza con mister computer e i suoi amici software, mouse, tastiera, monitor, monitor, monitor... stampante.
Da cinque anni lavora come grafico pubblicitario..
Continua il suo percorso artistico intervenendo ad ogni tipo di iniziativa legata al mondo dell'arte, partecipando attivamente alla realizzazione di molte mostre collettive e qualche personale nel corso degli ultimi cinque anni, collaborando con associazioni, gruppi, musei e locali pubblici, che promuovono l'arte e il libero scambio d'idee, proponendosi anche come illustratore, grafico e decoratore.
Grazie, grazie, grazie a: Team di Bibliomedia e il suo direttore Orazio Dotta, a Francesca Cecini e a Laureto Rodoni