DAMASH è un marchio registrato. Tutto il materiale presente sul sito è di proprietà del gruppo.
Sito a cura di Francesco Russo -> www.facebook.com/sonico.86
Rocco Fiore - Basso e Voce
Francesco Volonnino - Chitarre
Davide Martino - Chitarre
Angelo Cerroni - Batteria
I DAMASH nascono a Potenza nel Gennaio del 2008 con lintento di creare un'esperienza musicale Rock fondendo le diverse esperienze, ascolti e idee dei 4 componenti .Il grande feeling musicale instauratosi all'interno del gruppo favorisce la veloce composizione di brani che presto verranno registrati allinterno di un disco di 12 inediti dal titolo " Pelle Insolita " uscito nell Aprile del 2009. Durante alcuni live nel capoluogo lucano conoscono Francesco Russo, con il quale avviano un rapporto di collaborazione per la gestione degli eventi, delle pubbliche relazioni e dell'ufficio stampa. Diversi brani del primo album vengono trasmessi da numerose radio su tutto il territorio nazionale ed il video del brano " Martino Derelitto " (regia di Giuseppe Totem Volonnino), viene trasmesso su Rai3 e Rai International allinterno di un programma sui giovani musicisti lucani.
Ad oggi i Damash hanno allattivo oltre 100 date su tutto il territorio nazionale con diversi artisti di fama nazionale ed internazionale come i 24 Grana [ Pollino Music Festival e Voci dal Sud ], Brunori Sas e Tonino Carotone [ Basilicata Music Net ], Mama Marjas , Giorgio Canali [ Festival della Terra e dell'Acqua ] e numerosi live in importanti club romani come il Contestaccio , il Blackout e il Beba do Samba Rock e il lombardo Le Trottoire a Milano.
Nel 2011 sono tra i finalisti dell' Italia Wave Basilicata , durante il quale è stato girato il videoclip dell'esibizione live di " Veleno" , per la regia di Felice Vino , singolo estratto dal nuovo EP in uscita ad Ottobre 2011. Il regista lucano e la sua casa di produzione video OKOBIU propone alla band di girare un video ufficiale di un brano del nuovo EP " Vizio e Regole ", con la partecipazione di Enzo Bruno [voce e chitarra dei " Marys Bitch "] come attore e direttore della fotografia.
Durante la loro attività i Damash partecipano a diversi concorsi con ottimi risultati e vincono:
Marte live Basilicata 2011
Bonefro Rock festival 2011
Spazio Musica 2010
Primo maggio tutto l'anno (Bsilicata) 2010
Auletta in Music 2009
Roma Explorer 2009
Musica in Corso 2009
Music and War 2008.
L'EP presentato a Potenza il 27.12.2011 contiene 5 brani inediti ed è stato registrato a Matera nello studio " La Strada " di Angelo Cannarile e missato presso " Cosecomuni Studio " da Alessandro Sgreccia [ Velvet ], il quale ha anche suonato tastiere e synth per i brani dell'EP.
U fficio S tampa e P ubbliche R elazioni
FRANCESCO RUSSO
- francesco_russo_rocketmail.com
- 3296682000
S erate e F estival
FRANCESCO VOLONNINO
-francesco.volonnino_gmail.com
-3287841913
31.12.2011 - SVEGLIONE 2012 - ICARO (PZ)
27.12.2011 - The Country Inn (PZ) - Vizio&Regole
17.12.2011 - Circolo Degli Artisti (RM)
28.10.2011 - Cottage Omero (FG)
01.10.2011 - Contestaccio (RM)
30.09.2011 - MAUDIT Poggiomarino (NA)
29.08.2011 - Festa Democratica Buccino (SA)
28.08.2011 - STOKKAFISSO Avigliano (PZ)
27.08.2011 - Festival della Terra e dell'Acqua (PZ)
21.08.2011 - SummerMusicFestival Torchiare (SA)
20.08.2011 - Costara Pierfaone Satrinal di L. (PZ)
13.08.2011 - God Save The Rock Buccino (SA)
09.08.2011 - Bonefro Rock Festival Larino (CB)
05.08.2011 - PMF S.Severino L. (PZ)
30.07.2011 Voci Dal Sud/SantArsenio (SA)
23.07.2011 - BMN (PZ)
01.07.2011 - PMC/Vallo della Lucania (SA)
18.06.2011 - ArciCaffè Letterario (PZ)
10.06.2011 - Largo Pignatari (PZ)
07.06.2011 - HydePark (PZ)
13.05.2011 - ECO/Music Festival Agropoli (SA)
01.05.2011 - Primo Maggio/Tramutola (PZ)
23.04.2011 - Ghotic Room/Taranto (BAT)
02.04.2011 - Black Out Rock Club Roma (RM)
30.03.2011 - Joys Pub/Bari (BA)
26.03.2011 - Teatro 2 Torri [BMN- ItaliaWave] (PZ)
23.04.2011 - Be Good (PZ)
19.03.2011 - Manifestazione LIBERA (PZ)
18.03.2011 - Caffè Letterario per LIBERA (PZ)
10.02.2011 - Contestaccio (RM)
20.01.2011 AcusticSet - Caffè Letterario (PZ)
19.01.2011 - Joys PUB (BA)
I PRIMO PIANO
COMING SOON
Registrato nel 2009 e presentato nell'aprile dello stesso anno a Potenza e Roma, "Pelle Insolita", Album d'esordio della band Lucana, è disponibile in FREE DOWNLOAD dalla piattaforma diavoletto al seguente link:
http://www.diavolettolabel.com/d09.asp
21.02.2012
Prove.
… e così ci risiamo, ci proviamo ancora, ovviamente per vincere, ma se così non fosse come in passato non è stato, siamo contenti comunque, perché è una gran bella esperienza e lo scorso anno ci ha portati al Pollino Music Festival. Le nostre prove dunque si stanno intensificando, siamo carichi e pronti, vogliamo divertirci e dare ancora il meglio. Provare sempre, arrendersi mai… eh si, è periodo di slogan. Ieri sebbene l’assenza di Jonny, impegnato a Roma, e diversi acciacchi (si invecchia inesorabilmente) ci siamo divertiti parecchio e al solito ci sono venute in mente innumerevoli idee, sono nati nuovi suoni, forse anche qualche melodia… chissà!! Poi siam diventati tecnologici pure noi, abbiamo Twitter, il PR con l’Iphone che vi aggiorna e ci paparazza… Che vogliamo di più?? Beccarvi tutti il 25 febbraio alle selezioni dell’Italiawave al centro per la creatività “Cecilia” di Tito.
Per maggiori informazioni:
https://www.facebook.com/events/258899347519731/
VI ASPETTIAMO!
DAMASH.
31.12.2011 - 01.01.2012
SVEGLIONE 2012 - ICARO Sport Village
Salire su un palco oltre che una missione, è sempre un piacere, e così anche questo capodanno ci ritroviamo su di un palco, a rompre il ghiaccio, speriamo non le palle.
Attmosfera fantastica al solito. Aprire le "danze" non è facile ma ci diverte ed inorgoglisce puntualmente salire sul palco dopo la mezzanotte dell'ultimo dì dell'anno... vuol dire chiudere ed aprire in bellezza no?
Bhè facciamo una previsione anche noi, se come speriamo i Maya hanno preso una cantonata, l'anno prossimo noi saremo di nuovo su un palco a mezzanotte del 31, per cui fate tutti gli scongiuri del caso... a favore della nostra previsione o a favore di quella dei Maya...
R'n'R
DAMASH
27.12.2011
Una serata fantastica, vedere tutti gli amici, i conoscenti e gli sconosciuti dal palco è sempre emozionante. Grazie a tutti per esserci stati, per aver condiviso con noi la gioia di "Vizio & Regole" che speriamo come "Pelle Insolita" ci regali innumerevoli emozioni. Grazie a chi si è prodigato al banchetto dei dischi, a chi al banchetto si è fermato per curiosare, a chi si è fermato per prendere il disco e a chi ha risposto con un secco NO!
Grazie a tutti siamo felici di quello che è stato ed ancora emozionati dalla vostra presenza.
Una presentazione dell'EP migliore non avremmo potuto immaginarla. Come sempre R'n'R...
26.12.2011
Il disco è terminato. Siamo arrivati, ormai mancano poche ore alla presentazione, e l'ansia inizia a farsi sentire soprattutto per qualcuno. Siamo soddisfatti del nostro percorso, siamo felici di avere tra le mani la nostra nuova creatura, Vizio & Regole, secondo lavoro in studio che ci inorgoglisce parecchio. Un EP che racconta di due anni pazzeschi, pieni di entusiasmo, fatiche e certo anche delusioni, due anni di incontri e collaborazioni, due anni di DAMASH, due anni di Musica. Siamo Felici di poterlo dire, siamo felici di poterlo raccontare. Ci Vediamo domani al Country Inn di POTENZA.
A due anni dallesordio con Pelle insolita i lucani Damash, arricchiti da uninarrestabile attività live, hanno voluto fare le cose in grande. A partire dalla qualità del suono. Il missaggio è stato fatto presso lo studio Cose comuni dei Velvet. Alessandro Sgreccia, chitarrista della band romana, ha dato un suo contributo suonando synth e tastiere in fase di post- produzione. E così i Damash, con l EP Vizio e regole riescono a superare quello che era stato il limite fisiologico dellesordio (anche se ne Il giorno prima si intravedevano germogli di quello che sarebbe stato), ossia il condizionamento del proprio humus culturale (Alice in Chains, Nirvana, Afterhours).
E ora i fiori sono sbocciati. Il sound dei Damash riesce a fondere la rabbia delle chitarre, il synth, la melodia della voce del frontman Rocco Fiore, la vena acustica e quella elettrica in modo unico.
Lindividualità del gruppo è maturata appieno, regalandoci un ep di rock di respiro internazionale e dai testi cinematografici, con un inconfondibile sapore Damash.
Già con Velluto linizio è al fulmicotone. La batteria è un metronomo, i riff di chitarra graffiano lanima, larrangiamento, tra cori e backing vocals, è perfetto.
Con Vizio e regole i ritmi rallentano, il grunge si tinge di western.
Veleno bilancia le pulsanti strofe con un refrain di maggior respiro degno di unarena rock. La rabbia verso colei che non riesce più ad ascoltare si snoda tra scariche elettriche.
Iena parte potente come una mitragliatrice, coniugando effetti elettronici e chitarre. Alle strofe sincopate fa da contraltare un refrain di ampio respiro ed impatto che accompagnano la storia di unantieroina con la lato oscuro dietro le sembianze da iena ( Immagina di uscire/da questa dimensione/e non trovare un prezzo/ a ciò che hai sempre scelto[] Immagina di uscire e non trovare il Sole/ solo le mie parole/ per farti respirare).
E sempre questa musa spiazzante è la cara dea di Ciao Enry. La vocazione scenografica dei testi qui emerge appieno. Nei versi è come se una telecamera di muovesse repentinamente tra i primi piani degli sguardi dei protagonisti, intrappolati in una tormentata liason da eroi decadenti fino al liberatorio ritornello (E allora fatti un giro in Messico/così mi distacco un po) di pura consapevolezza ed adrenalina.
I Damash con questo disco entrano nella scena rock dalla porta principale. A questo punto basta poco per spiccare il volo.
E da tanto che dovrei parlarvi di questo gruppo musicale Lucano, e finalmente, con luscita del loro secondo Album, è capitata loccasione giusta per farlo.
Formato da Rocco Cocky Fiore (voce e basso), Davide Dave Martino (chitarra), Francesco Jonny Volonnino (chitarra) e Angelo Cerrone/Allucinogeno Cerroni (batteria), il gruppo nato tra il 2008 e il 2009 ha ormai riscosso un discreto successo qui in regione, e considerando il calibro della loro musica, posso solo augurargli di uscire presto da questi stretti confini.
Autoprodotto proprio come il primo, questo secondo albo (mi viene quasi da chiamarlo mini-albo, considerando i contenuti) contiene cinque nuove canzoni, tutte scritte da Rocco Fiore. La prima, Velluto, fa partire lalbo con un sano suono rockeggiante e vi farà subito apprezzare il loro stile abbastanza inconfondibile, che secondo me riesce ad unire bene ritmi che mi riportano alla mente band anglosassoni, a testi in italiano tutto fuorchè stupidi o generici.
Cominciavi a credere, che tutto il bene, è tutto uguale
La seconda canzone, Vizio e Regole, che da il nome allalbo, calma un pò i toni, partendo più lenta e con un testo quasi damore, senza però tradire lo stile del gruppo. Ritengo questa la seconda canzone più bella dellintero albo.
Abbracciamo perchè, due corpi insieme sono unici, in quella densità, cè la mia forza
La più bella, nonchè una delle migliori canzoni da loro prodotte, è la numero 3, Veleno, dotata di un ritmo accattivante, una melodia molto orecchiabile e un testo che personalmente mi piace sempre più. E stata anche la prima canzone del nuovo albo ad apparire online, su YouTube, per via di un live in cui è stato girato il video, ma sinceramente preferisco la versione in studio, in cui la voce di Rocco Fiore e tutto il sound sono usciti decisamente meglio e meno urlati.
Non riesci ad accettare il male, Non riesci a farti più capire e Non ho più veleno, Muoio e intanto tremo
Il quarto brano, Iena, viene definito poesia da Fall, e per quanto ritengo Vizio e Regole leggermente supriore, anche il testo di questa canzone non è male, il sound rimane tipico Damash e complessivamente il pezzo è assolutamente godibile. Lunica cosa che mi sento di dire a riguardo, ed è un parere strettamente personale (come il resto dei pareri qui espressi, daltronde!) è che una strofa in più avrebbe giovato alla canzone, che finisce in maniera un pò improvvisa, senza riuscire a realizzarsi completamente.
Immagina di uscire Da questa dimensione E non trovare un prezzo A ciò che hai sempre scelto
Lultima canzone, Ciao Enry, ha un testo che devo ancora comprendere al 100%, ma un sound non malvagio e conclude lalbo abbastanza bene. Mi è stato espresso il sospetto che la canzone abbia subìto un pò di libera ispirazione dal modo di fare musica dei Baustelle, e dopo aver ascoltato la canzone che mi è stata posta come esempio, Charlie fa surf, un minimo di similitudine la riesco a vedere sentire, ma non sufficiente da poter accusare i Damash di aver copiato in questultima canzone. Anzi, ritengo che siano più le differenze che le similitudini tra i due stili, e qui metterei per iscritto il bollo di genuitità alla canzone, anchessa un pò troppo corta per i miei gusti, ma non per questo malvagia.
Sarà come sempre una bugia A tenerti compagnia
E lalbo, purtroppo, finisce qui. Purtroppo perchè considerando che, su cinque canzoni, tre sono davvero ottime, e le altre due non affatto malvagie, mi avrebbe fatto piacere poter ascoltare il disco per più dei 16 minuti che dura. E se dico, le canzoni sono ottime, parlo a livello nazionale, perchè per quel che mi riguarda i Damash fanno i baffi ad un sacco di artisti molto più affermati, ma che non hanno affatto lo stesso talento, e spontaneamente mi vengono in mente i Finley, i Dari e robaccia simile. Il loro posto, per fare unaltra analogia, dovrebbe stare da qualche parte tra i Modà o i Verdena, tanto per dire.
Con questo non voglio ovviamente invadere i gusti personali di ciascuno di voi, ma il mio parere delle loro canzoni e di questo loro secondo albo, non può che essere estremamente positivo, raffreddato solo dal fatto che lalbo, per quanto auto-prodotto e venduto al modico prezzo di 5€ (1€ a canzone, un vero affare considerata la qualità), le sole cinque canzoni dopo circa 17 minuti ti lasciano un pò appeso, con la voglia di altro sound Damash!
Proprio per questo, settimana prossima recensirò il loro primo albo, uscito nel 2009.
INTERVISTA di Valentina Garramone per COFFEEPOT
03.06.2011
Link all'articolo:
http://coffeepot.altervista.org/damash/
1)Ciao ragazzi, vogliamo ricordare brevemente ai nostri lettori chi sono e come nascono gli “damash”?
Era l’inizio del 2008 quando avvenne l’incontro, del tutto casuale, tra Rocco (Coky) e Davide (Dave) e si ricominciò a parlare di DAMASH. Il nome della band infatti è lo stesso che Coky e Francesco Volonnino (Jonny) avevano scelto per la loro prima esperienza musicale nel 1999 quando assieme ad altri amici, allora tutti giovanissimi liceali, avevano cominciato ad esprimersi musicalmente. Ragioni universitarie impedirono al gruppo di continuare il cammino musicale assieme, ma Coky e Jonny, non hanno mai smesso di credere nella loro passione, che si è concretizzata con l’arrivo di Dave e Angelo Cerroni (Anghelos) che dal 2008 ad oggi costituiscono l’attuale formazione da cui è nato quello che deve considerarsi un vero e proprio progetto musicale, assolutamente più maturo e concreto di quello che era quando un gruppo di musicisti in erba sognava il grande pubblico.
2) Come avete deciso il nome della band e qual e’ il motivo per questo nome?
Il nome della Band come già detto risale ai tempi del liceo, ma è piaciuto, ed è stato approvato, anche per la nuova formazione da Anghelos e Dave. Damash, secondo un’antica leggenda, è un frutto della Malesia da cui si ricava un vino che, quando bevuto, permette di comunicare durante il sonno. L’idea di un’influenza onirica e di riuscire a comunicare al di là di una percezione del reale ci piacque all’istante e quella filosofia di comunicazione ci accompagna tuttora.
3)Una domanda per ognuno di voi: quali sono gli artisti che vi hanno segnato, che vi hanno portato a iniziare questa strada?
Le passioni musicali del gruppo sono per lo più le stesse e vanno dall’ hard rock anni ’70, alla psichedelia ,dal rock italiano al Grunge convergendo in quello che è il nostro personale prodotto musicale rigorosamente cantato in italiano, fatta eccezione per rarissimi casi come nel caso della Ghost Track del nostro primo album in studio “Pelle Insolita” , registrato nel 2009, e con testo in inglese. Ognuno di noi ha comunque i suoi gruppi di riferimento, Rocco ama soprattutto Soundgarden, Foo Fighter e Alice in Chanis, Angelo è più per Motorpsycho e Tool, Davide predilige Rolling Stone, Led Zeppelin e grande attenzione agli italiani Bud Spencer Blues Explosion, mentre Francesco, come Rocco, anche lui appassionato della scena Rock Statunitense.
4)Se non mi sbaglio, alcuni vostri componenti vengono dalla Basilicata,che differenza c”è nel vivere questa passione in provincia e in una grande città? Vi ha un pò deluso Roma in questo senso a livello aggregativo o di scena?
Siamo assolutamente tutti lucani, di Potenza esattamente, ma Jonny per ragioni universitarie vive a Roma. Le differenze sono tantissime è ovvio, in una realtà piccola come la Basilicata e la nostra città avere occasioni è difficile, e farsi conoscere per quanto possibile sia non porta lontano. E’ nei grandi centri, dove per altro abbiamo la fortuna di suonare, che i palchi aumentano e le possibilità diventano occasioni. Dirci delusi, in ogni caso, ci risulta difficile, perché nella nostra città sentiamo sempre l’affetto oltre che degli amici, di tutti coloro che in noi credono e ci seguono con passione da sempre, mentre in tutte le occasioni in cui ci siamo esibiti fuoriporta siamo sempre stati stupiti dai consensi che, almeno fino ad oggi, abbiamo ottenuto.
5)quali sono i temi principali dei vostri testi?
I testi sono tutti scritti da Coky, che è il nostro paroliere oltre che cocompositore, che lo scorso anno ha conseguito il diploma presso il “CET”, Centro Europeo Tuscolano di Giulio Rapetti (Mogol ndr) proprio come paroliere. I temi sono vari, l’amicizia, la delusione, l’amore, ma anche temi più impegnati, come la violenza o la droga. Cerchiamo sempre di spaziare attingendo oltre che dal proprio anche da quelle che sono le esperienze delle persone più prossime a noi, come gli amici, sui quali facciamo sempre affidamento.
6)Un concerto che vi ha particolarmente soddisfatto e uno che vi ha lasciato l’amaro in bocca?
Bhè senza dubbio le soddisfazioni non ci sono mancate, una fra tutte l’esperienza dello scorso aprile al Black Out Rock Club di Roma. Sicuramente l’amaro in bocca è derivato da esibizioni non troppo soddisfacenti consapevoli che si può sempre dare il meglio in ogni circostanza. Riconosciamo di essere un gruppo fortunato perché, e speriamo di non tirarcela, ad oggi locali vuoti o quasi durante i nostri live non ci sono mai capitati. E questo non fa che aumentare la nostra gratitudine in chi ci segue.
7)Suonare insieme non basta cosa vi unisce oltre la musica?
Siamo una comitiva di amici, prima di tutto. Crediamo che questa sia la nostra forza. Perseguire semplicemente uno scopo, senza essere leali e schietti non porta lontano. L’abbiamo capito sulla nostra pelle ed imparato dagli errori. Quando qualcosa non và a livello musicale o personale preferiamo risolverlo direttamente senza mezzi termini. E’ questo che ci rende uniti come band e ancor prima come amici.
8)Produzioni e obiettivi futuri?
Obiettivi prefissati ne abbiamo tanti, il più importante è senza dubbio il nostro secondo album in studio a cui stiamo lavorando. Il mese scorso sono finite le riprese dei pezzi in studio e adesso stiamo lavorando al mastering. Siamo molto soddisfatti dei nostri nuovi pezzi e speriamo che il disco riscuota gli stessi consensi del primo. In cantiere poi ci sono l’apertura del concerto dei Verdena il prossimo 22 luglio e quello degli Asian Dub Fondation presso la chermes ormai ultra decennale del Pollino Music Festival il 5 agosto. Per quanto riguarda il resto abbiamo ricevuto delle proposte che stiamo vagliando in questi giorni ma non escludiamo nulla. Scaramanticamente non anticipiamo altro
9)Siamo alla conclusione, grazie per il tempo dedicatoci. A voi l’ultima parola…
Cogliamo ancora una volta l’occasione di ringraziare tutti coloro che ci sostengono e vi invitiamo ad ascoltarci sulle nostre pagine, oltre che scaricare il nostro primo lavoro in studio “Pelle Insolita” dalla piattaforma Diavoletto Netlabe all’indirizzo: www.diavolettolabel.com/d08.asp
STAY UP, STAY DAMASH!
PELLE INSOLITA
di Arianna Marsico - giugno 2009
Link all’articolo: http://www.mescalina.it/recensioni/damash-pelle-insolita
Esordio in studio per la formazione potentina (tra i promotori del No Fest, festival lucano di musica rock indipendente) dopo un lungo rodaggio dal vivo, “Pelle insolita” è un lavoro molto curato, anche nei dettagli (come il booklet), cui servirebbe solo un suono più libro da “effetti” anche su disco (come già nei concerti) per spiccare maggiormente nel panorama indipendente italiano. Nel sound rock la band, pur mettendo in luce la propria originalità, non si distacca del tutto dal proprio background culturale (Nirvana, Alice in chains, Afterhours e così via) e da quella che è la sensibilità che accomuna molti gruppi esordienti come i Mama.in.inca (le atmosfere dell’incipit di “Copia/incolla” sono un esempio). Ma i Damash hanno dalla loro parte un qualcosa di prezioso: la bella voce del cantante Rocco Fiore, capace di alternare ruvidezza e dolcezza, che si muove con scioltezza tra malinconie grunge alla Alice in chains(“Brucia”) e suoni compatti ed aggressivi (“Lo strano senso”). Ed è la voce che ci guida in questo circo (l’immagine in copertina non è casuale) metafora della vita, in cui l’euforia spesso è solo di facciata e cela una profonda malinconia. Ed anche i testi mantengono questa dualità, coniugando esaltato cinismo alla Afterhours (“Domenica”, “Brucia”) ed abbandono baudelairiano ad una “cara dea” (“Autunno rosso”) molto simile alla “tigre adorata” descritta dal poeta francese ne “Il lete”. Autentico gioiellino e sintesi della poetica (sonora e testuale) dei Damash è “Il giorno prima”: fondere Leopardi (“uomo illustre/un po’ annoiato di tanti anni fa”) con fluide melodie rock non è da tutti. Ed è proprio da un pezzo così che emerge la personalità della band e come potrebbe evolversi in maniera sempre più originale ed autentica, “uscendo dal gruppo” come Jack Frusciante.
Una Band Lucana “erede” dei Litfiba
di Massimo Brancati - 04.05.2009
Le atmosfere sono quelle dei primi Litfiba che, a loro volta, strizzavano l’occhio ai Velvet Underground di Lou Reed. Sound volutamente grezzo, assoli che si arrampicano su pent atoniche blues per un virtuosismo non fine a se stesso, voce profonda, testi a volte criptici, ma mai banali. È uscito in questi giorni il cd dei Damash, rock band potentina, dal titolo «Pelle insolita ». È un lavoro autoprodotto che costituisce il biglietto da visita del gruppo nella speranza di poter intercettare l’interesse di qualche major. Rocco «Coky» Fiore (voce, basso e tastiere), Davide «Dave» Martino (chitarre elettriche e acustiche), Francesco «Jonny» Volonnino (chitarre elettriche e acustiche), Angelo «Angel» Cerroni (batteria) danno vita a un rock acido, fatto di carne e sangue, spirito e anima, dannazione e redenzione, paura e speranza, timore e tremore, luce e vita.
La band si nutre del succo proibito e dannato del blues, ruba la perentorietà del funk, si ammanta della morbosità del cinismo velvettiano, muore di languore punk. E rinasce come la fenice dalle ceneri in nuova, sgargiante forma, più forte, come la vita che ha attraversato la morte. Nel lavoro traspare il percorso di ricerca dei Damash, band che vuole smarcarsi dagli stereotipi del rock «made in Italy»: è vero, le influenze sono abbastanza evidenti, ma è palpabile la voglia di essere originali, di creare una nuova forma di contaminazione (nella musica, ormai, non s’inventa più nulla) per essere riconoscibili al primo ascolto. «Pelle insolita» è il promettente tassello di un puzzle da assemblare.
recensione di CLELIA
Link all’articolo: http://musicreviews2p0.altervista.org/?p=1357
Per riuscire a descrivere i DAMASH prendo in prestito l’espressine di Ligabue “i duri hanno due cuori, col cuore buono amano un po’ di più e col cuore guasto odiano sempre un po’ di più”
Ecco penso che questo sia il modo migliore per sintetizzare il prodotto da loro offerto : PELLE INSOLITA, una raccolta di canzoni dal rock tosto ed efficace, accompagnate molto spesso da testi che raccontano il difficile rapporto con la persona amata (come “lo strano senso – martino derelitto”) affrontato con un’aggressività apparente ma che nasconde in realtà fragilità e debolezza (esempio di questo è offerto in particolar modo da “sabbia”).
La voce bellicosa e intensa di ROCCO (coky) FIORE bene si adatta al sound ruvido del resto della band. E forse l’alchimia tra parte strumentale e voce è la cosa che maggiormente ho apprezzato.
I ragazzi propongono un ritmo trascinante ,soprattutto musicalmente, con un arrangiamenti veramente ottimi.
In oltre mostrano una buona capacità di scrittura, con dinamiche incisive e un suono molto articolato nelle strutture, ma al tempo stesso agile e aguzzo, soprattutto nei ritornelli (si ascoltino le buonissime “autunno rosso, pelle insolita, casa del vino”).
Unico loro limite è forse un eccessivo e nostalgico radicamento al sound italorock dei dorati anni ‘90 che non permette ai ragazzi di essere al 100% originali nelle loro proposte.
Detto questo, l’album è tutt’altro che mediocre e senza cali di ritmo, segnalandosi, nell’ambito di un ricerca, per così dire, “di genere”, come un manufatto maturo e solido.
Insomma i Damash sono dei bravi ragazzi che convertono in musica i loro pensieri in una maniera forte e decisa.
recensione di GUS
link all'’articolo: http://heartofglass.altervista.org/blog/?p=2533
Il sud si riscopre (ma per i veri “cacciatori” di suoni non è una novità) fucina rock interessante, nonostante venga sempre risparmiato dai grandi eventi concertistici! Probabilmente è questa una delle ragioni del proliferare di band con tanta voglia di mettersi in mostra, in palcoscenici striminziti alla ricerca di quei tanto favolosi “15 minuti di celebrità”. Citazioni pop a parte, lo scenario musicale del sud Italia meriterebbe un approfondimento non banale, cogliendo e diversificando tutte le “mini-realtà”, dei microclimi musicali che talvolta stupiscono per originalità e bravura.
Da Potenza il rock ruggisce con insospettabile fantasia; i DAMASH evitano l’esercizio di bella calligrafia e propongono un sound, tendenzialmente rock, eppure contaminato da influenze più o meno originali. In Pelle Insolita, la retorica delle band commerciali viene spazzata via con decisione tanto da sviolinate hard-rock, quanto da lente ballate pop. Il tutto immerso in suoni acidi, a tratti ruvidi, con quel pizzico di elettronica usata con intelligenza (vedasi l’acrilica title-track, sommo manifesto di tutto il disco).
Sound coeso, senza incertezze che non segue necessariamente schemi predefiniti; chitarre dotate di potenti riff anfetaminici, che gettati nel marasma rock in power-chord generano un apprezzabile mix: Gus non crede nel dio indie, quindi non definite i Damash come tali!
Reminiscenze non casuali agli anni novanta più veri e maturi; a tratti ricordano forse i primissimi Litfiba, ma non perdetevi troppo in false analogie (il dilemma però si fa interessante in Domenica), in questo caso il rock è maschio, non maschilista! Accessibile nelle liriche, i Damash si esprimono con semplicità senza creare giochi mentali troppo ingarbugliati; parlano ai loro coetanei, e lo fanno come se li conoscessero tutti, uno ad uno.
Briciole di un blues malato in Casa del Vino, mentre in Copia & Incolla riconosco uno stile Skunk Anansie cantato alla Chris Cornell, azzardo calcolato il mio, eppure l’impressione è quella. Da segnalare la profondità (e puntualità in certi frangenti) del testo: nice try!
Il meglio della band è ascoltabile in due brani rock da ballroom; in Lo strano senso, ottimo il duello tra le chitarre affogate in fangose melodie pizzicate, controbilanciato dai nembi del basso che incute un proverbiale strato di cupezza. Più frizzante eppure più canonica e scontata è Autunno Rosso; ottima per un singolo a parer mio! Da citare il nervoso e nevrotico martellare della batteria in Martino Derelitto, brano tra i migliori della seconda parte di Pelle insolita.
Un disco che dovrebbe far vergognare certi talent scout da reality: la passione della musica nasce negli scantinati, non per tv! Consigliabile a chiunque ne capisce qualcosa …