MAGGIO 2009
ANNO I NUMERO IV
DUCATI MOTOGP
Una vera Dismostory
DISMOQUIZ A PREMI
OKKIO AL GINOKKIO
DISABILI IN MOTO - DIMENSOINE SICUREZZA MOTO
SPECIAL
POMPONE: IL "MITO"CLUB
PAGE 2
Index
PAGE 4
Side Stand "Editoriale a ruote ferme"
PAGE 8
Rubrica Dismostory "Ducati Motogp"
PAGE 16
Rubrica Dismo Lawyer
"Wlaking on the Higway"
PAGE 20
Dismoquz a premi
"Okkio al Ginokkio"
PAGE 22
Rubrica DismoCortical
"Ritenzione Liquidi"
PAGE 28
Rubrica Race Report
"Endurance Classic"
PAGE 34
Special "Qui Pompone"
PAGE 38
Rubrica Web Snack View
Foto curiose dal web
www.dismo.org
Coordinatore
Barry Rivellini
Collaborano
Angelo Conti
Francesco Menassi
Federico Mannheimer
Vanna Turcolin
Contatti
quest_dismomagazine.com
NOME
Se desideri collaborare con noi, vuoi maggiori informazioni, per le tue richieste, prenditi la libertà di contattarci: compila la form,
ti risponderemo
appena possibile
E-MAIL
SOGGETTO
MESSAGGIO
SIDE STAND
Forza Abruzzo
giornale stampato, non abbiamo potuto sottrarci alle numerose mail che ci richiedevano che almeno i link fossero rediretti già dalle pagine del magazine.. Ok, ci stiamo provando.. e può darsi che qualche volta, con moderazione, possiate trovare anche qualche filmato o slider che ci darà un attimo di opportunità in più per gestire i servizi nel modo migliore possibile. Questo numero, è inoltre edito in forma ridotta, ed alcune rubriche sono state rimandate per consentirci di testare questo nuovo sistema che ci complica un poco il lavoro, ma che siamo sicuri ci darà enormi soddisfazioni in futuroe ci permetterà di avere un archivio con accesso immediato. Parliamo ora della disgrazia che ha colpito le popolazioni dell'Abruzzo; qui di ritardi invece, almeno
Un notevole ritardo caratterizza l’uscita di questo nostro quarto DismoMagazine, un ritardo a nostro avviso giustificato visto che per l’ennesima volta abbiamo provato a stravolgere tutto il lavoro, nel tentativo di dare un miglioramento nelle leggibilità dei testi che erano un vero e proprio punto nevralgico del nostro artigianalissimo giornale. La nostra amica grafica si strapperà i capelli quando vedrà che non siamo in grado di gestire nemmero la giustificazione degli spazi, ma per dei neofiti come noi, il risultato ci pare quantomeno soddisfacente. Cambia di molto anche la fruibilità del nostro mag, ed anche se rimarremo molto legati all'idea che questo prodotto deve essere più simile possibile ad un vero
By Barry Rivellini
capace di svolgere il loro compito in modo tale da poter dare un vero supporto alla popolazione. Di certo i "furlans", che si portano dentro ancora vive le immagini della loro storia, che li ha visti in prima persona a combattere con una catastrofe, sono stati un punto di riferimento per questa macchina dei soccorsi che per una volta non ci ha deluso, anzi, ci ha reso orgogliosi. Ora speriamo solo che finito il primo clamore, tutto questo lavoro abbia un seguito!
per una volta non se ne son visti. Come sempre, non vogliamo fare politica, non ne abbiamo la minima intenzione,ma stavolta c'è da dire che la macchina dei soccorsi si è dimostrata di primordine ed efficente. Io da anni abito a cavallo tra Veneto e Friuli, e sono in prima persona testimone che a meno di 24 ore dalla tragedia, queste due regioni avevano già portato sul posto oltre 700 volontari, 200 generatori, 3 cucine da campo, un centro di primo soccorso. Gente esperta,
Hotel Faro - Ambra s.r.l. Via Roma, n. 92 - 26010 Pianengo (Cr) Tel +39 0373 742 22 Fax +39 0373 750 190
P.IVA 01417940192 www.hotelfaro.it info_hotelfaro.it Skype: thethom71
Hotel Faro
UOMINI
La MotoGP, massima espressione del motociclismo agonistico, sarebbe una vera e propria esclusiva delle case produttrici del sol levante, e se non fosse per una
rossa bolognese, avremmo solo occhi a mandorla a far
da padroni nel circus del motomondiale.. Già, senza la Ducati il dominio del mondiale sarebbe un affare riservato tra i quattro colossi d'oriente; ad onor del vero è esistita per qualche tempo una sparuta alternativa, fornita dalla KR, la moto americana del mai domo Roberts Senior (che però usava un 4 cilindri Honda..) e l'inglese WCM, poco più di una R1 di serie, messa in pista con qualche escamotage regolamentare.
PREZIOSI
Ma la Ducati, azienda che in totale conta meno dipendenti della sola HRC, ovvero "il reparto corse" della Honda ha saputo battere i nipponici perchè qualcuno ha capito che per sconfiggere le potenze gialle bisognava seguire strade nuove, altrimenti non avrebbero mai avuto ragione degli avversari se avessero usato le loro stesse armi. Un imperativo tutt'altro che semplice.. ma imparando a conoscere il creatore di questa filosofia, capirete che le difficoltà non lo spaventano.. sono il suo pane quotidiano.
La nostra Dismostory questa volta ci presenterà Filippo Preziosi, Direttore Generale Ducati Corse, anche se lui preferisce definirsi direttore tecnico...
Non abbiamo ancora avuto la fortuna di poter conoscere di persona Filippo Preziosi, ma questo articolo non poteva mancare dal nostro magazine. Nato a Perugia, il 14 Aprile del 1968,
da sempre è innamorato della Ducati che definisce diversa, con una musica inconfondibile, una moto senza compromessi. A 18 anni il suo primo pompone è una TL 350,frequenta l'università di Perugia, prima di trasferirsi a Bologna per proseguire nel suo percorso di studio che lo porterà a conseguire la Laurea in Ingegneria Meccanica con un 110 et laude. Nel 1992 si presenta a BorgoPanigale per un colloqui lavorativo che gli apre le porte della Ducati, ma deve ancora ancora adempire ll'obbligo di leva. Il vero approdo è solo rimandato, e nel 1994 il giovane ingegnere inizia la sua scalata, un vero sprint che lo porta in breve tempo a diventare responsabile dell'ufficio tecnico corse. La Superbike diventa una preziosa palestra per il talento perugino, che nel 2000, dà il via al progetto Motogp, categoria
che avrebbe debuttato solo due anni più tardi, ma di cui si conoscevano già i regolamenti. Insomma, tutto quanto sembrava far parte di un sogno ma purtroppo Filippo, nel Dicembre 2000 conosce l'incubo, che si presenta sotto forma di un gravissimo incidente motociclistico avvenuto in Algeria, con una diagnosi che non lasciava scampo: lesione del midollo spinale a livello cervicale, con conseguente tetraplegia. Innsbruck, Murnau in Germania, quindi a Sondalo in Valtellina, Filippo sono i primi luoghi di degenza, dove tra le cure mediche e l'affetto della madre,delle sorelle, della sua ragazza Arianna (poi divenuta moglie) ritrova la forza per vivere. Grazie ai ragazzi della Ducati, Claudio Domenicali in testa, che li mandavano disegni e relazioni, letti pagina per pagina da sua madre, torna a sentirsi coinvolto nei progetti e nei prorammi dell'azienda. in carrozzina, senza gambe, senza braccia, con un solo dito mobile, riprende il lavoro come prima, grazie anche a Francesca, tuttora sua assistente che lo aiuta in ogni lavoro in ufficio.
Nel 2003 avvengono due cose importanti nella vita del nostro ingegnere: debutta in corsa la Ducati Desmosedici sposa, Arianna, che lavora in una associazione onlus (Save the Children), e condivide in pieno la sua vita con tutti i bisogni e problemi che ne derivano. I primi successi delle rosse non tardano ad arrivare, e qualcuno lo paragona anche Franck Williams; per quanto scorbutica e difficile da domare , la sua creatura diventa artefice del ritorno alla vittoria di una casa italiana creando una grande simpatia anche nel pubblico meno competente ed affezzionato,. Come si potrebbe non apprezzare questa lotta impari, tra un piccolo Davide italiano che sfida i Golia giapponesi? Inoltre, le soluzioni originali, atipiche , a volte ardite che caraterrizzano la Desmosedici, danno un sapore ancora più forte al tenzone. la storia recente la cosciamo tutti,
la Ferrari a due ruote vince il mondiale con Casey Stoner,
Abbiamo trovato
su You Tube questa intervista di Guido Meda in cui Filippo ci parla della sua
prediletta...
unico pilota a domare realmente la sempre più pazza Desmo16. Infatti dopo aver messo in crisi per tutto il 2007 il veterano Caprossi, che in precedenza aveva comunue vinto con la rossa, fa letteralmente impazzire marco Melandri, coccolato strvoluto e strapagato dalla casa bolognese. Ma il male è comune a tuti i piloti che si cimentano con il razzo rosso, ed anche il campione del mondo 2006, Nicky Haiden, grande professionista, sta trovando in essa una gatta da pelare. Prima di concludere questa Dismostory, segnaliamo anche che Filippo, ha vinto nel 2008 il premio Intelligenza Coraggiosa - Coraggio Intelligente, istituito dalla Fondazione Club Mille Miglia Franco Mazzotti e presieduta dal Conte Giannino Marzotto. Per chiudere, una citazione dello stesso ingegnere perugino, rilasciata in una intervista di circa un anno fa, e che a noi, suona come una poesi in musica..
"Se potessi vieterei rame e silicio, in una parole lelettronica. Perché sono un ingegnere meccanico e subisco il fascino della meccanica di qualità. Da questo punto di vista il nostro desmo rappresenta una cattedrale gotica"
Dismo Lawyer
WALKING ON
Luogo autostrada, scena: il motore gira regolare mentre il traffico è scarso, bollo ed assicurazione sono pagati, le luci sono accese ed il casco allacciato; procedi tranquillo e sereno in prima corsia ad una media di 100 Km/h mentre ti godi il viaggio ma eccolo, allorizzonte luomo sul binario fisso in seconda corsia (alle volte anche in terza se le corsie sono quattro) procede con il vuoto attorno ad una velocità sicuramente inferiore alla tua visto che la sua sagoma si fa sempre più vicina. Analizzi velocemente la situazione, il binariato sta procedendo in barba allart. 143 commi 5 e 13 del NCDS (Nuovo Codice Della Strada), rischiando tra laltro una sanzione a partire da euro 36,00oltre alla decurtazione
di quattro punti dalla patente, ma la domanda è che fare? Continuo per la mia strada e lo sorpasso sulla destra? Metto la freccia, controllo lo specchietto ed effettuo una manovra di sorpasso in terza (o quarta) corsia per poi rientrare in prima?
Cominci a ripassare mentalmente il codice ed attingi alle reminescenze del periodo in cui hai frequentato la scuola guida nonché le discussioni fatte durante i tuoi pit-stop, ma ancora non sei sicuro ed allora !?
Fortunatamente stai sfogliando le pagine di questa rivista e da oggi in poi avrai le idee chiare in merito. In nostro aiuto accorre la Dott.ssa Ferranti, Vice Questore Aggiunto presso il Ministero dellInterno, la quale sulla questione dichiara quanto segue:
By Francesco Menassi
THE HIGWAY
"Chi provenendo da dietro si trova sulla corsia di destra, che è libera davanti a se, e trova occupata quella alla sua sinistra, può legittimamente proseguire la marcia su quella corsia senza con ciò incorrere nella violazione prescritta per il sorpasso a destra, perché sta semplicemente effettuando il superamento di un veicolo che è in contravvenzione, cioè si sta tenendo a sinistra nonostante ci sia una corsia libera a destra sulla carreggiata". Tecnicamente, infatti, il provenire da dietro e proseguire la marcia sulla propria corsia senza spostamenti ne' a destra ne' a sinistra non integra mai il concetto di sorpasso che ha come presupposto iniziale che io debba deviare la mia traiettoria iniziale per
superare un ostacolo davanti a me; proseguire la marcia sulla propria corsia perché è libera, in quanto le altre, quelle di sinistra, sono occupate da veicoli che si intrattengono contro legge su quelle corsie, non integra il concetto di sorpasso a destra, quindi io proseguo la marcia paradossalmente a velocità superiore del conducente che si trova alla mia sinistra.
La violazione del sorpasso a destra, invece, si realizza quando qualcuno, ad esempio in autostrada, prosegue a zig zag, quindi si sposta da destra a sinistra e viceversa, e cerca di utilizzare gli spazi liberi tra un veicolo e l'altro, da una corsia all'altra, per accelerare la propria marcia. Questa manovra è assolutamente vietata dal codice.
chiara la differenza tra (manovra di) sorpasso e superamento o non aver comunque chiarito la questione; in tal caso, dove non prevalgano la ragione ed il buon senso, prima di firmare il verbale di contestazione richiedi che venga in esso riportata la tua dichiarazione per la quale sostieni di non aver effettuato alcuna manovra di sorpasso ma un semplice superamento, questo ti agevolerà nella procedura di ricorso alla suddetta contestazione.
Buon viaggio.
Ricapitolando trovandoti nella situazione esposta allinizio di questarticolo hai la facoltà di continuare per la tua strada e superare il conducente del mezzo su rotaia dal lato destro, ovviamente il consiglio al di là della ragione sulla questione è quello di impiegare la massima attenzione qualora decidessi di effettuare tale manovra (soprattutto in prossimità di uscite e stazioni di servizio). Questo purtroppo non ti mette comunque al sicuro dall'agente di pubblica sicurezza che fermandoti potrebbe non avere ben
L'importante è avere
le idee chiare...
Okkio al Ginokkio!
Continua il quiz a premi di DismoMagazine; un quiz che non vi farà diventare certo miliardari ma che vi permetterà di mettere alla prova la vostra cultura da
appassionati di moto, e nel contempo portare a casa qualche piccolo premio... Si tratta di indovinare a chi
appartiene il ginocchio nella foto a lato, che come sempre sarà un personaggio più o meno famoso tra i piloti che hanno corso dagli anni '70 ad oggi, che sarà identificabile anche da quattro suggerimenti. L'ultimo dismoquiz, che è stato vinto da M.B., della provincia di MIlano, aveva come protagonista Wayne Gardner, un vero mito della classe 500, ed ha permesso al nostro lettore di aggiudicarsi un paio di guanti in pelle messi in palio dai nostri sponsor. Questo mese affrettatevi a rispondere: potete vincere una free entry alla mitica Biker Fest..
Regole di partecipazione:
VINSE AL SUO
ESORDIO IN 500
VINSE UN
MONDIALE 125
MONDIALE 500
CORSE IN 250
CON COBAS E YAMAHA
Partecipate anche voi: cliccate sulla busta e
compilate la form di risposta...
DISMOCORTICAL
RITENZIONE LIQUIDI
2^parte
Quali sono le conseguenza della ritenzione idrica ai fini della guida della moto?
Esordiamo col dire che la ritenzione idrica avviene a livello cellulare, quindi non si
concretizza solo nella pancia un po gonfia, ma in ogni cellula del nostro corpo e nel
cervello.
Chiarito questo concetto, bisogna sottolineare che la ritenzione idrica è causa di calo di
prestazioni, intese come:
- riduzione dei riflessi, ovvero allungamento dei tempi di reazione,
- riduzione della capacità motoria e di coordinamento, ovvero difficoltà nel gestire la
moto in quei determinati frangenti, con la conseguenza che la maggior parte delle
volte si fa un patatrac!
- riduzione della capacità sensoria, cioè minore percezione del grip e della
condizione/stabilità/inclinazione della moto.
Detto questo, è facile immaginare anche quali possono essere le situazioni che portano a
ritenzione idrica, ma per agevolare il lettore ne possiamo elencare alcune:
- perdita di aderenza e di stabilità della moto in una frenata demergenza
- perdita di aderenza in curva/piega
- sbandata del posteriore in accelerazione sul bagnato
- sbacchettamento della moto a causa del fondo irregolare (specie nelle strade dei
Paesi dellEst Europa)
By Angelo Conti
Immaginate di avere tempi di reazione allungati quando la moto perde aderenza in piega!
Oppure di percepire la perdita di grip sul bagnato con qualche attimo di ritardo! O di
trovare difficoltà nel riprendere la moto che improvvisamente è entrata nel solco
lasciato dalle ruote dei camion nellasfalto (specialmente nei Paesi dellEst).
Se in questi frangenti siamo nella condizione di non entrare in ritenzione idrica, avremo
almeno raddoppiato le chance di rimanere in sella, senza nemmeno doverci fermare a
tirare il fiato per la fortuna che ci è andata bene! In caso contrario saranno maggiori le
possibilità di finire a terra
Non è difficile, ripeto, fare propri i concetti o i trucchi per evitare la ritenzione idrica in questi frangenti; l’unico ostacolo è la comunicazione, che non può avvenire con successo
tramite indicazioni ed esempi scritti, ma necessita inderogabilmente della presenza degli interessati e del trainer; dopodichè i risultati arrivano da sé.Con una pilotessa del Pro-Twins abbiamo impiegato circa 20 minuti per ridurre i disagi provocati dalla ritenzione idrica derivante dal fatto che la ragazza si trovava per la primavolta in una determinata pista (Magione, per l’occasione), quindi senza “riferimenti”! il venerdì pomeriggio abbiamo messo in pratica alcuni accorgimenti mirati e già il sabato ha
fatto qualifiche superiori alle sue aspettative!
L’atleta di Mountainbike (della Nazionale Italiana) ha registrato progressi già dalla prima
uscita successiva al training e d’allora in poi è stata una escalation di successi, fino alla
conquista del Campionato Italiano!
Per afferrare questi concetti non è necessaria alcuna preparazione culturale particolare,
basta capire l’italiano (se volgiamo parlare in italiano…) e non serve nemmeno unapreparazione atletica superiore a quella necessaria per condurre la moto in strada! E’
necessario il desiderio di guidare più sicuri e la disponibilità ad accettare di scoprire
informazioni che sono insite nella natura umana, ma che per svariate ragioni non
vengono considerate affatto o a sufficienza.
MIGLIORA LE TUE PRESTAZIONI
AUMENTA LA TUA SICUREZZA
IL DISPOSITIVO DI SICUREZZA DI CORTICALFITNESS CHE:
PROTEGGE I DENTI
DIFENDE LA SCHIENA
AUMENTA LA CONCENTRAZIONE AGEVOLA IL CONTROLLO
MIGLIORA LA PERCEZIONE
Scuola di Pilotaggio & Guda Sicura
L'investimento in un corso di guida è la cosa più utile che può fare un motociclista, qualunque sia il suo livello di esperienza. Quanto apprenderete in circuito potrà esservi sempre molto utile, anche nel normale utilizzo della moto sulla strada. Incrementare le prestazioni non significa solo migliorare le proprie doti velocistiche, ma anche ridurre gli spazi di frenata, acquisire un maggiore controllo , aumentare la confidenza con il mezzo. Tutto ciò diventerà parte del vostro bagaglio motociclistico e vi permetterà di affrontare al meglio ogni situazione, anche di emergenza.
Sicuramente più veloci...
Velocemente più sicuri!!!
Scuola di guida sicura
con protocollo FMI
ed istruttori Federali
I NOSTRI CORSI:
GUIDA BASE - GUIDA SICURA
GUIDA SPORTIVA - GUIDA RACING
PERSONAL TRAINIG
C'E' UNA BELLA DIFFERENZA TRA SPOSTARSI E GUIDARE. PERCHE' CERTE COSE NON SI POSSONO IMPARARE SUI BANCHI DELLA SCUOLA GUIDA. E NON BASTA UN AMICO IN PISTA ED UNA LEZIONCINA IMPROVVISATA SU DUE PIEDI.. UNIVERSITY OF MOTORBIKE NON E' QUESTO: NASCE SULLA BASE DELLE CONOSCENZE, DELLA TECNICA, DEL MESTIERE, MATURATI IN OLTRE 15 ANNI DI ATTIVITA E CHE VEDE RICHIESTA LA NOSTRA COLLABORAZIONE DALLE PIU PRESTIGIOSE ORGANIZZAZIONI ITALIANE ED ESTERE. I NOSTRI CORSI, I NOSTRI METODI, SONO SVILUPPATI CON CRITERI COLLAUDATI E FUNZIONALI. GARANTITI!
Powerwed by Rocknroad Racing
CLICK HERE FOR MORE INFO
Race Report: Endurance Classic
Siamo sempre alla ricerca di volenterosi collaboratori che diano
la possibilità al nostro magazine di arricchire i propri contenuti con servizi dedicati allo sport motociclistico; in particolar modo a specialità affascinanti e gare considerate di minore interesse da
media di settore e non, gare che sono invece a nostro avviso la vera anima della passione per la due ruote. Il primo reporter che si è offerto di collaborare con noi, è un personaggio che non esito a definire di rilievo nell'ambito motocilcistico italiano. Federico
Mannheimer, classe 1964 (se la memori non mi inganna) è lo storico presidente del MC Portanuova, ed oltre ad essere un pilota che si è cimentato negli anni nelle più disparate categorie, correndo molti campionati anche a livello internazionale, è stato organizzatore del Trofeo Endurance, del Trofeo 200 Miglia, che hanno fattto rinascere le gare di durata in Italia. Ma ha anche diretto un team ufficiale nel mondiale Endurance, e gestisce da oltre un ventennio la "Scuderia Mannheimer" conosciuta e stimata in particolar modo nell'ambiente delle gare classiche, dove con i suoi piloti raccoglie ogi anno importanti successi.
FEDERICO MANNHEIMER
Debutto: 16-04-1989 Monza Trofeo Superfast Palmares: 1989 Campione Regionale classe 600 1999 3° classificato Trofeo Classiche Alpe Adria 2006 2° classificato Campionato Italiano Classiche 500 2006 3° classificato Memorial B. Bonhuil classe 600 2007 2° classificato Memorial B. Bonhuil classe 600 2007 Vincitore Campionato Europeo Endurance Classiche 500 2007 2° classificato Campionato Italiano Endurance Classiche 500
By Federico Mannhaimer
TROFEO UEM ENDURANCE CLASSIC
Sono 30 gli equipaggi che si presentano a questo primo appuntamento valido sia per la Coppa UEM che per il Trofeo Nazionale di specialità, la parte del leone la fa la Moto Guzzi con 17 moto ( 14 nella categoria 1200cc e 3 nella categoria 750cc ) seguita a distanza dalla Ducati con 5 presenze ( 4 nella categoria 1200cc e 1 nella 750cc ) 4 sono le Laverda ( 1 nella 1200cc e 3 nella 500cc ) infine con una sola presenza troviamo la Triumph (750cc), la Suzuki (1200cc) , la Honda e la Matchless (500cc).
Le prove ufficiali del Sabato si svolgono su un circuito bagnato da una pioggia che non lascia per tutta la giornata la pista di Adria, solo il 3° turno delle 17.30 si effettua con l’asfalto umido che permette un azzardo a chi vuole rischiare il tempo…… Così la pole è ad appannaggio della guzzi del Team Taurus con alla guida i piloti Zaccarelli-Sardi-Rossi , il Team già vincitore a Cartagena nella 5 ore di fine Gennaio, mette subito in chiaro la propria intenzione di bissare il successo spagnolo. La Ducati del GMC Classic Team è 2° , solo queste 2 moto riescono a scendere sotto il muro del 1,50” tutti gli altri seguono con distacchi più o meno abissali. Noi della scuderia Mannheimer con la nostra Honda non vogliamo rischiare e ci qualifichiamo al 26° posto ultimi della categoria 500cc , ma per domenica è previsto sole e siamo sicuri che per noi la musica cambierà.
Al via con pista asciutta e una temperatura da estate piena la nostra moto si spegne e così partiamo ultimi, davanti nei primi giri succede già di tutto con 2 Ducati già ferme al 3 passaggio, mentre alla 13 tornata il primo colpo di scena la guzzi del Team Taurus cade e deve fare una sosta forzata ai box prima di riprendere la pista, ciò comprometterà le possibilità di vittoria del
Team che lotterà nelle posizioni di rincalzo. La nostra gara procede come un calvario dopo pochi giri Simonetti rientra con la moto che va a 2 cilindri si procede rapidamente a sostituire l’accensione elettronica con quella a puntine e via in pista ma dopo altri 2 giri ecco la moto nuovamente ai box con lo stesso problema perdiamo altri 18 minuti prima di ripartire con una bobina sostituita e speriamo che ora tutto proceda bene, la gara sembra compromessa ma una 3 Ore non si chiude nei primi 30 minuti di gara, sappiamo che dobbiamo dare il massimo e recuperare il più possibile sui nostri avversari, infatti ecco che nel 2° turno d guida con Geri in pista le Laverda 500 Formula numero 111 e 126 effettuano fermate per problemi meccanici e il nostro distacco da loro diminuisce, mentre la Matchless continua a girare come un orologio al comando della nostra categoria. Il 3° turno di guida vede Simonetti nuovamente in sella con il compito di recuperare il più possibile sono 45 minuti di tensione ma almeno la moto non ha più problemi. Il 4° turno mi vede finalmente alla guida sono cosciente che non posso finire la gara mancano più di 50’ e il tempo massimo di guida consentito e di 45’ ma decido di mettere un po’ di pressione ai nostri avversari e così dopo un primo giro di controllo per rendersi conto dello stato della pista, la prima curva è piena di filler a causa di una rottura e della fuoriuscita di olio, spingo al massimo senza però prendermi rischi inutili, la moto risponde bene il cambio e perfetto e la forcella sistemata la mattina mi permette di guidare con tutta sicurezza su tempi ottimi. Per me sono minuti stupendi effettuo numerosi sorpassi e passo le 3 Laverda e la Matchless che sono davanti con numerosi
giri di distacco ma almeno sono soddisfatto di fargli vedere che la nostra moto non è inferiore alle loro. Dal box mi espongono il cartello che mi rimangono 3 giri prima di entrare per il cambio pilota, peccato mi stavo divertendo, non faccio tempo a concludere il giro che la moto sembra spegnersi di colpo alzo il braccio e cerco di arrivare ai box con un orecchio al motore per capire se si tratta di un problema elettrico oppure meccanico, entro e mi fermo la moto non vuole ripartire si decide di cambiare un contatto che anche prima aveva dato problemi e per miracolo la moto riparte, sale Geri gli dico che mancano circa 7’ e che non deve fermarsi voglio vedere la bandiera a scacchi a tutti i costi, mi fa un segno di assenso e via. Io mi levo il casco e i ragazzi dal box mi dicono che siamo 2 della categoria che la Matchless e una delle Laverda sono ferme con il motore ko, questo è il bello dell’Endurance mai mollare i conti si fanno dopo la bandiera,
bandiera che la Moto Guzzi del Team Moretti che lottava per la vittoria con la Triumph del team Pettinari non vede per un ritiro al penultimo giro! Con questo ultimo colpo di scena si chiude questa 3 Ore di Adria, siamo stanchi ma felici sul podio in mezzo alle 2 laverda 500 Formula sembra che i vincitori siamo noi tanto siamo contenti soprattutto quando lo speaker annuncia che il giro più veloce in gara con 1’36”909 lo effettuato proprio io alla 76 tornata Adesso si pensa già alla prova di Giugno a Rijeka , abbiamo un conto aperto con le Laverda e vogliamo chiuderlo in terra Croata. A presto.