DALLA MIA TESI IN DISCIPLINE MUSICALI
"ERIK SATIE,
LA PROFONDITA'
DELLA LEGGEREZZA"
(CAPITOLO PRIMO)
L'INFLUENZA DEL SATIE-PENSIERO
John Cage, che si e' ispirato moltissimo alle sue opere, soprattutto per ciò che concerne la musique d'ameublement, affermava che "Satie ci è indispensabile".
Questa frase racchiude, in poche parole, l'importanza di un personaggio storico-musicale che ha influenzato tutta la società del suo tempo e quella che sarebbe arrivata più tardi (dopo la sua morte).
Fu il punto di riferimento dei Nouveaux Jeunes che poi sarebbero diventati i famosi Sei e di tutte le avanguardie artistiche del tempo, come il dadaismo, il surrealismo, il futurismo.
Satie fu padre putativo inconsapevole di tutti questi movimenti, poiché egli, con la sua personalità eterea, schiva ed eccentrica (ma di un eccentrismo intrinseco e sincero, non di facciata), era al di fuori di tutto ciò ed, anzi, era un personaggio del tutto sui generis, non catalogabile in nessuna gabbia interpretativa: era un essere libero, un libero pensatore ed un libero compositore delle sue opere.
L'ironia, questa sì, ha sempre fatto parte del nostro autore. Guardandolo bene, nelle diverse fotografie dell'epoca, lo si potrebbe scambiare per un inglese (sempre con la sua bombetta in testa ed il suo inseparabile ombrello), di quelli che intingono d'ironia sottile e tagliente tutti i loro discorsi (il famoso humour inglese appunto).
Eppure, questo gentleman, era capace di far trapelare, a chi ne avesse le capacità percettive, dai suoi brani musicali, ma soprattutto dai suoi scritti, tutta la drammaticità di un profondo discorso filosofico, ben nascosto dietro semplici frasi, metafore a volte grottesche, o nonsense.
Ciò non significa che non abbia composto brani ameni.
Si pensi alle diverse canzoni da café-chantant.
Non è preclusa ad alcun uomo la possibilità di dedicarsi contemporaneamente a cose profonde e ad altre frivole.
Al contrario di quanti, magari in passato, hanno considerato il nostro autore come un eccentrico, dedito solo alla scrittura di cose strane, senza senso ed amene, io vorrei porre l'accento sulla forza poetica, drammatica ed artistica, di tutte le sue innovazioni musicali.
Proprio per l'estetica fondamentale del suo discorso, per le sue frasi brevi e crude, Satie venne preso ad esempio dalle nuove generazioni del suo periodo, soprattutto dal gruppo dei Sei.
Movimento che, spogliando il suono da ogni implicazione mistica e psicologica lo riportava alla nuda realtà contrapponendosi al ridondante e pomposo wagnerismo imperante nella Francia di quel momento.
Ma il gruppo dei Sei mutuò da Satie anche l'ironia, i testi senza senso, le continue allusioni al circo ed ai caffè-concerto.
Per capire come il suo pensiero si sia diffuso così rapidamente tra gli artisti dell'epoca è importante riflettere sugli anni in cui visse: la belle epoque. Ovvero il periodo compreso tra il 1890 fino all'inizio della prima guerra mondiale.
Furono anni molto fiorenti dal punto di vista sociale, politico, filosofico ed anche artistico.
È in questo momento che mettono le radici tutti quei movimenti avanguardisti che profonderanno il loro humus per tutto il periodo successivo dando vita a correnti come: simbolismo, impressionismo, futurismo, ed ancora dadaismo, cubismo e surrealismo.
Non vi è dubbio che questo clima particolarmente adatto fece sì che si diffondessero le idee più avanzate sia dal punto di vista della sperimentazione che dellinnovazione.
In questo, Satie fu uno dei grandi Maestri.
Eppure, ancora una volta, il pensiero del nostro autore ci sconvolge: in vita egli sentì l'esigenza (lui era talmente repellente alle Istituzioni da scapparne in gioventù!), ad una età matura, di tornare sui banchi di scuola, a studiare il canto gregoriano.
Questo perché (ma non solo) aveva una particolare predilezione per il periodo storico medioevale.
Tra le tante cose, Satie disse: "Sono nato troppo giovane in un tempo troppo vecchio".
Personaggio controverso e, all'apparenza, inesplicabile, il nostro compositore fu tra i primi a creare slogan e grafica pubblicitaria. Proprio così.
Amante del disegno e dei bozzetti si dilettava a disegnare su cartoncini fantomatiche scritte di altrettanto inesistenti professioni ed attività commerciali, caratterizzandole con invenzioni grafiche perfettamente realizzate e calligrafate, da far invidia ai professionisti dei nostri giorni.
Ma Satie fu anche, quando volle, un fantastico pubblicista e saggista delle opere di Strawinsky e di Debussy di cui, tra l'altro, fu anche ispiratore. Fu proprio lui a realizzare i ritratti più interessanti dei due compositori!
Lui che non poteva sopportare i critici. Anzi, proprio a causa di uno screzio con un critico troppo suscettibile, rischiò di finire in prigione.
Ovviamente questa non è che una breve presentazione del nostro personaggio. Per capirlo appieno bisogna per forza passare attraverso le sue opere.