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Ricercar m'è caro...
Antonio Bilo Canella
Igni Agor
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Curriculum:Attore , scrittore , regista .Diplomato Attore nel 1991 pressol’'Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “ Silvio D’Amico”.Nel 1991 studia con Nikolaij Karpov e Boris Ghiennadij( Mejerchold )Nel 1997 studia con Dominic De Fazio .Dal 1997 collabora e studia occasionalmente con la maestra Ann Dore’.Nel 1996 e nel 1997 ha collaborato con Ms. Ellen Stewart ( Cafe` La Mama of New York ).E` membro del “ La Mama International Centre of Spoleto “.Tra il 1988 e il 1991 lavora come attore in numerose produzioni di Teatro Italiano , fra cui : - “ Il bicchiere della staffa “ di H .Pinter , protagonista, regia di J.C. Folino - “ For the Time being “ di W. Auden , protagonista, regia di C. Laurenzi - “ Turandot “ di B. Brecht , protagonista, regia di R. Guicciardini- “ Che disgrazia l’ ingegno ! “ di Griboedov , protagonista, regia di D. Polidoro- " Uscita d'Emergenza " di M. Santanelli , protagonista, regia di D. Jodice - “ Il Misantropo “ di Moliere , protagonista, regia di E. Floris- " Filottete " di H. Muller , nel ruolo di Ulisse , regia di P. Sepe- “Arda Viraf Namag”, nel ruolo di Arda Viraf, regia Sharoo Kheradmand Dal 1988 lavora come Operatore di strada con ragazzi difficili ; é formato come Animatore Sociale con la scuola di E. Limbos .Tra il 1991 e il 1993 si forma come Operatore di Percorsi Terapeutici presso il Ce.I.S. di Don Mario PicchiSi forma come Operatore di Arteterapia con D. Waller .Si forma come Operatore di Psicodramma Moreniano con A. Grotherath .Studia “ Playback Theatre “ con J. Fox e Counseling Rogersiano.Lavora , applicando queste tecniche , con ex-tossicodipendenti e adolescenti anche con problemi psichiatriciNel 1993 è vice-Responsabile della Comunità di Recupero per tossicodipendenti “ S. Maria “ . Nel 1994 fonda con Simona Cirelli il gruppo “ Tricksters / Giullari di Dio”.Con i “ Tricksters / Giullari di Dio “ scrive e interpreta : - “ La Grande e la Piccola Morte “ - “ Folle di Dio..o del Demonio ? “ - “ Tricksters ...la Scelta..” - “ Vive la Guerre...!! ” - “ La Notte del Destino “ - commissionato e rappresentato per il festival del Teatro Patologico 1996 - oggetto di studio al Forum Internazionale GICOS- UNESCO di Manila 1996 - “ Storia di Oreste “ - “ L’Officina dei Sogni “ - invitato nel 1999 al Teatro La Mama di New York ed al Festival Internazionale di Città` del Messico - “ La Lunga notte del Cavaliere “ commissionato e rappresentato per il Festival di Verucchio 1998 Nel 1994 studia in Ladak presso i Monaci Tibetani con il Maestro Kon-Ciok Nian.Nel 1995 parte per il Messico dove approfondisce la sua ricerca umana e artistica vivendo con gli Indios Tarahumara (“Raramuri”) e studiando con il Maestro Benito Casagrande Ichow.Nel 1996 e nel 1997 , a Manila, nell’ ambito del G.I.C.O.S. e dell’Earth Day Festival, incontra e lavora con Sciamani e capi religiosi provenienti da tutto il mondo. Nel 1996 conduce un Laboratorio sul suo approccio teatrale , per incarico dell’ UNESCO ( O.N.U.) nell’ambito del Forum Internazionale G.I.C.O.S. svoltosi a Manila (Filippine).Lo spettacolo “ La Notte del Destino “ è in quella sede oggetto di studio.Nel 1997 è Delegato Italiano per il Teatro , a Manila (Filippine) per l’ UNESCO ( Earth Day Festival ) dove presenta lo spettacolo “ Vive la Guerre...!! “ collaborando con Ellen Stewart ( Teatro Cafe’ La Mama , New York ) . Dal 1997 ha iniziato a presentare risultati pubblici della sua ricerca iniziata nel 1990 sulla natura dell’Evento Teatrale e sull’Arte dell’Improvvisazione ( Performazione ) collaborando , tra il’97 e il 2001, in particolare con Hossein Zardust Taheri , e poi con Reza Keradman , Alex Pierotti (dj e manipolazioni sonore) , Mauro Tiberi (contrabbasso), Massimiliano Frumenti (pittura), Maria Borgese (danza). - Aprile 1999 Lecce : nello spazio "Koreja" con lo spettacolo " Regno…! " su materiali di C. Marlowe , " Edoardo II "- Maggio 1999 In scena al Teatro dei Contrari a Roma con "The Sacred Game", su materiali di P. K. Dick , gli I-Ching , Il Corano- Giugno 1999 In scena al Teatro dell'Angelo a Roma con " Studio per un Regno ". - Giugno 1999 Antonio Bilo Canella , Hossein Taheri e Mauro Tiberi vanno in scena ( in collaborazione con N. Robello e P. Sepe ) con le " Esercitazioni Invisibili " al Teatro dell'Angelo a Roma , su materiali dell' Iliade.- Luglio 1999 Ospite del Festival Internazionale del La Mama Umbria International Centre , a Spoleto , con " Regno! "- Agosto 1999 Ospite del Festival "Tra Oriente e Occidente", a Sanremo , con " The Sacred Game "- Settembre 1999 In scena al C.S.O. " Rialto" a Roma con " The Sacred Game "- Luglio 2000 In scena al Teatro “Sala Uno” con “Anarchia Incoronata”.- Settembre 2000 con il Progetto di ricerca Orfeo è ospite della “ I Biennale d’Arte Contemporanea di Porto Ercole” con due eventi: “Oratorio per i Cenci” e “De Eliogabalo”.- Novembre 2000 porta il lavoro di “The Sacred Game” al “Piper” , storica discoteca romana.- Dicembre 2000 In scena al Teatro “Sala Uno” ,collaborando con Reza Keradman per un lavoro sui poeti mistici persiani e il dolce stil novo (“Divin Divan , ovverosia dei Fedeli d’Amore…”).- Gennaio 2001 è ospite del festival internazionale UMBRIA Jazz “FREE Dans Orvieto – The Zip SESSIONS” come rappresentante del Teatro di Performazione.- Gennaio 2001 è in scena al Teatro “Sala Uno” a Roma , con “Oratorio”, performazione per voce ,corpo, pittura, danza e musica.- Maggio 2001 è in scena al Teatro Black-Gull a Roma , con "Immature Meditazioni sulle Metamorfosi di Gesù".- Maggio 2002 “Un Dio Balbuziente” scritto e diretto da Antonio Bilo Canella al Teatro Moliere a Roma- Novembre 2003 “Un Inferno stagionato” di A. B. Canella al Nuovo Teatro Argentina a Roma- Marzo 2004 “Fottuto Ulisse” di A.B. Canella al teatro NeoEliseO a Roma- Dicembre 2006-2007-2008 "Re-Genesi"- Luglio 2010 riprende la ricerca sulla Performazione con Hossein Taheri- Ottobre 2010 in scena con la Performazione "Punto Omega" con H. Taheri Insegnamento: Dal 1991 insegna recitazione. Dal 1996 insegna Regia.Ha condotto i suoi laboratori in tutta Italia, a Città del Messico e a Manila.Dirige la Formazione Registica e Attoriale Professionale presso il CineTeatro a Roma. Nel 1996 conduce un Laboratorio sulla sua Ricerca teatrale , per incarico dell’ UNESCO ( O.N.U.) nell’ambito del Forum Internazionale G.I.C.O.S. svoltosi a Manila (Filippine).Lo spettacolo “ La Notte del Destino “ è in quella sede oggetto di studio.A Dicembre 2001 viene invitato dalla Università “La Sapienza” , cattedra di Psicolinguistica, docente prof.ssa Marta Olivetti Berardinelli, all’interno del Convegno “La Voce come strumento”, per una lezione dimostrativa sulla sua ricerca Estatico-Vocale.A Dicembre 2003 viene invitato dalla Università “La Sapienza” a tenere una conferenza su Misticismo e Cinema. I contenuti dell’incontro vengono pubblicati dalla stessa Università.Sempre a Dicembre 2003 viene invitato dalla Università “La Sapienza” a tenere una conferenza su “Voce paraplegica e voce artistica”.A Marzo 2004 è invitato dalla Università di Napoli-Biblioteca Nazionale Napoletana a tenere una conferenza sulla sua Ricerca. · Ha lavorato come dialogue coach con la Action Film e la Cinema Italia. Cinema,Tv :- 1990 Attore ne “I Tarassachi” regia di F. Martinotti - 1990 Attore ne “Tutto il mondo è Teatro” (tv) con V. Gassman- 1998 Autore e regista “The Sacred Game”- 2000 Attore ne “Baal” regia di M. Cava- 2002 Aiuto-Regista di “Morg” (selezionato per il Festival di Venezia) - 2003 Autore e regista di “Chisciotte”- 2003 Aiuto-Regista in “ Più ad Ovest ” regia di G. Felici -cinema-- 2003 Autore e regista de “Il Calice”- 2004 Attore in Diritto di Difesa (Rai 2)- 2004 Autore e Regista de “Fuga dal Male” prod. Tricksters- 2005 Autore e Regista de “Mater- per Yerma” prod. Tricksters- 2005 Autore e Regista de “Epitaffio di Nozze” prod. Tricksters- 2007 Autore e Regista de “Sangue di Nozze”, lungometraggio in prod.- 2009 Autore e Regista de Il Viaggio, mediometraggio
Antonio Bilo Canella: MiniBiografia pseudoartistica Nipote del grande pittore italo-argentino Bruno Canella, Antonio Bilo Canella inizia la frequentazione di ambienti teatrali dal 1985-86. Dal 1987 al 1991 frequenta la Nazionale Accademia d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” che lo traghetta traumaticamente dal mondo borghese della sua adolescenza al malato ed insulso mondo del professionismo spettacolare.Quasi nessun lascito artistico gli viene da questa esperienza di at-tentata formazione.Il disgusto e la sua esasperata sensibilità lo conducono per tre anni ad abbandonare velleità artistiche per un tuffo nelle viscere di chi vive davvero e necessariamente: tossicodipendenza, pseudorecupero, creazione di nuovi mondi e nuovi esseri umani sono le sbilanciate utopie di cui si nutre ventiquattrore su ventiquattro in questo periodo: quindi la psicosi.Psicosi: la diagnosi (vera: Università di Tor Vergata, Roma) è folle almeno quanto il paziente e il delirio lo riconduce al fuoco sopito della sua irrinunciabile vocazione artistica: fonda un proprio gruppo di teatro di base con cui scriverà circa 12 spettacoli. Tra uno spettacolo e l’altro frammenta la sua vita con 2 fondamentali residenze in Tibet e in Messico dove vive e lavora con i maestri Kon Ciok Nian e Benito Casagrande Ichow, legittimando con loro le sue spontanee e oramai comprese capacità di Alterazione.Nel 1996 la sua ricerca su stati alternativi di coscienza lo conduce ad elaborare la possibilità di un nuovo teatro rituale privo di copioni e parole scritte.I primi esperimenti confermano le possibilità “spettacolari” di questa nuova non-forma e la ricerca diventa sistematica ed intensiva grazie all’incontro (1997) con Hossein Zardust Taheri, inquieto-gioioso artista di corpo e parola.I due volano e i tentativi sistematici di ignorare la grandezza manifesta (un esempio per tutti: il progetto Sipario dell’ETI boccia i due dichiarando di non credere che il loro lavoro fosse solo improvvisazione pura: Italia 1998) non ostacolano la loro crescita artistica ma solo quella fisica.L’elemento musicale diviene pian piano centrale nel loro lavoro e numerose sessioni vengono condotte con vari musicisti provenienti dall’ambiente della ricerca musicale romana. Sempre pura improvvisazione rinominata da Bilo Canella “PerFormazione” (l’opera nel suo formarsi).Sono così a Koreja (Lecce), Biennale di Porto Ercole, Teatro Sala Uno, Festival La Mama, Teatro Eliseo.I produttori teatrali riuniti a convegno all’Eliseo di Roma sentenziano: “Due geni, ma invendibili.”Iniziano i primi lavori di Bilo Canella sull’immagine mediata e si arma di telecamera e computer.Nel 2000 si interrompe il sodalizio Zardust Taheri-Bilo Canella ma la ricerca non cessa e il lavoro di Bilo Canella si approfondisce ed essenzializza ancora di più, centrandosi sul recupero di una vocal-corporeità deforme e archetipica; particolarmente feconda si rivela la collaborazione con il musicista totale Alex Pierotti.Viene invitato da alcune Università ma i contatti rimangono episodici e privi di reali sviluppi.Contemporaneamente il lavoro sull’immagine sviluppa riflessioni sulla natura del tempo e la malleabilità della materia: nascono così le opere filmiche “The Sacred Game” e “Il Calice”.La pitturazione cinematografica, ovverosia l’esaltazione delle capacità pittoriche della macchina da presa mossa direttamente dall’artista in totale e permeabile ascolto dell’evento, diviene ora il fulcro delle ricerche dell’artista che usa le tecniche di alterazione estatica durante le riprese cinematografiche sia per la parte registica che attoriale: nasce così “Mater (per Yerma)”, in collaborazione con l’artista, regista e attrice, Alessia D’Errigo ed “Epitaffio di Nozze”.Intanto ha aperto un teatro multinome Nuovo Teatro Argentina, NeoEliseO, La Nuova Fenice e coagula intorno a lui un gruppo di giovani artisti impegnati come lui sul fronte sia performativo che cinematografico.Con loro, in particolare con la sua folle compagna, Alessia D’Errigo, e con Lorenzo Pietrosanti, amico e collaboratore dal 1998, fonda e apre nel 2006 il CineTeatro di Roma, dove prosegue le sue esplorazioni artistiche e permette quelle di altri ospitando tutto ciò che per suo soggettivo e indiscutibile giudizio è ricerca.Nel 2007 crea “Nicola III”, opera filmica di riflessione emiplegica sulla natura del male e della difformità.Il film viene rubato nella sua unica copia originale e diviene la prima opera eterica di Antonio Bilo Canella.E’ padre separato di una straordinaria Sarah che lo accompagna da tre anni a questa parte nella sua inarrestabile traversata del mondo.
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Sogno di Prigione
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Epitaffio di Nozze
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VOX PARAPLEGICA L’idea di un ALTROVE ha da sempre guidato la ricerca di Antonio Bilo Canella.La percezione dell’Attore restituibile alla sua antica funzione sacra di Tramite e Medium; la visione del Teatro come luogo eletto per la manifestazione di tangibili Realtà Parallele.La matematica ha da tempo dimostrato l’esistenza di infiniti molteplici Universi accanto a quello che noi percepiamo come unico e nostro; ed ecco quindi che lo spazio teatrale diviene il luogo celebrativo di questa verità, il luogo dove si vive il Mistero del Multi-verso e non solo dell’Uni-verso: la FINZIONE restituita alla sua etimologia di atto che PLASMA e dà realtà ad una tra le infinite Potenzialità ( latino fingere = plasmare ).In tutto questo ambaradam mistico uno spazio centrale lo acquisisce la Voce.La Voce è colei che nomina , che evoca e che plasma, colei che CREA: l’atto vocale è all’origine di quasi tutte le tradizioni mitiche esoteriche. Ed ecco che la ricerca di Bilo Canella si focalizza sull’atto vocale, esplorandone le sue capacità magiche mitiche e misteriche.La folgorazione è nell’incontro-shock con la voce medium di Color Che Son Trapassati : Kon Ciok Nian, sciamano tibetano e Benito Casagrande Ichow, sciamano Tarahumara, sono le sue guide iniziali nel mondo dell’ ALTROVE.Ma poi la ricerca si allarga e si spande con lo studio di materiali vocali provenienti da tutte le tradizioni che spostano la Voce in un luogo di extra-quotidianità: in particolare vengono studiati i materiali reperiti alla Discoteca di Stato a Roma di tutti i grandi attori del passato, impegnati con i versi della Poesia Italiana: Gramatica, Benassi, Petrolini, Ruggeri, Randone. E poi anche Monk, Stratos, Bene, Berberian tra i contemporanei.Dall’altro lato sempre folgorante è stato l’incontro-scontro con la voce di alcuni amici spastici e paraplegici: fu difficile convincerli che la somiglianza fonatoria che loro riscontravano tra la loro voce, prodotto di ostacoli organici e “quella” voce di Bilo Canella, risultato di un’ Estasi artistica, non fosse frutto di una semplice “presa in giro” . Di lì nacque il progetto con l’Università di Roma , di esplorare gli Universali della Voce e di lì nacque la definizione di Voce Paraplegica per descrivere la strana, fratturata, balbettante, ridondante, alterata vocalità di Antonio Bilo Canella.
LA PERFORMAZIONE L'improvvisazione è riconosciuta ormai come uno degli strumenti più fertili per la successiva formalizzazione scenica.La mia proposta è di approfondire la pratica di quest'Arte , con il dichiarato obiettivo (da me scenicamente già conseguito) di rendere possibile una sua dignificazione scenica.Parlerò di Performazione invece che di improvvisazione, per distinguere questo percorso dai percorsi già esistenti solo nominalmente simili ( vedi la Lega Improv. Italiana )."Per-formare" perché si propone come punto focale il momento in cui l'opera d'Arte è colta nel suo generarsi realmente e spontaneamente per la prima volta: mentre si sta per-formare, appunto; il momento d'Illuminazione dell'Artista che coglie un assoluto, che in quell'attimo , davanti a noi , si fa corpo cavo abitato da qualcosa che è sceso-salito in lui .Chi ha ascoltato, o meglio, visto le improvvisazioni di Keith Jarrett, può comprendere facilmente ( in altre arti come la Musica, la Danza, la Pittura-Scultura, l'idea di Performance totalmente improvvisata è già da tempo praticata e con risultati che ormai fanno storia…). Si richiede all' Attore-Artista di farsi Vuoto: ecco il primo difficile training fisico-mentale.Svuotarsi di aspettative e prefigurazioni : un enorme lavoro. Poi segue la Scelta tra tra le miloni di infinite Possibilità che ogni istante scenico offre.Nella Performazione si rifiuta di chiudere l'universo in un solo definito percorso da Re-citare ( appunto, "citare" un'altra volta ), per esplorare invece tutti gli infiniti universi possibili e sceglierne uno lì per lì , da non ripetere mai più.E' chiaro che ad un corpo-un'anima-una voce le infinite possibilità sono accessibili solo in proporzione a quanto si è preparati : possedere delle tecniche aldilà del virtuosismo. Se sono in grado di "fare" tutto allora , forse, "tutto" si potrebbe manifestare attraverso di me: realisticamente l'Attore-Artista-Performatore deve continuamente lavorare sui suoi limiti per ampliare le sue capacità performative.Ma tutto ciò non basta.Poiché nella Performazione non si "esegue", ciò che accade deve venire a noi , nel vuoto, attraverso l' Ascolto.Ed ecco il Training affinché l'Artista abbandoni il giudizio che ha di sé, degli altri e del mondo, per accogliere ciò che gli viene proposto: un oggetto in cui si inciampa, la parola di un compagno, una luce, una musica, debbono essere, senza possibilità di giudizio alcuno, accolte , fagocitate e restituite trasformate attraverso la successiva propria proposta. Chi si ferma a giudicare è perduto e chiude se stesso all' Evento. La Razionalità viene ridotta al minimo indispensabile , quel minimo che ci permette comunque di scegliere tra le infinite possibiltà di ogni istante: come il timone di una nave, necessario ma molto piccolo in confronto alle vele e allo scafo.E' una rivoluzione del punto di vista: non più un Attore che cerca di eseguire al meglio un percorso predefinito, che Re-cita qualcosa, ma invece un Attore-Artista che si fa strumento, corpo-cavo che manifesta qualcosa che nasce solo lì , in quel momento, "tramite" lui.L'Ego è abolito, o meglio, ( più umilmente ) si viaggia verso l’abolizione dell’Ego…
VOX PATRIZIAE Mi si chiede di dar conto della da me tacciata “Artisticità” della voce della dott.ssa e amica Patrizia Ciccani.Mi si chiede di riportare in parole quella che è un’esperienza “altra”, un “riconoscimento” avvenuto tra un apparente mondo di condizionamento patologico (la tetraparesi spastica) e un apparente mondo di libertà artistica.E’ vero, senza alcuna premeditazione fu uno shock-a-specchio: il fonico ricalcarsi di due spettri musicali: l’eloquio dell’Attore che canta Dante e le tonali incontrollate evoluzioni della dott.ssa Ciccani.E le emozioni umane che seguirono non furono propriamente “apollinee”: la dott.ssa prontamente si informò sulle mie reali intenzioni, se per caso non la volessi con il mio vociare, per così dire, menar per il naso.Disvelato il frainteso, rimase l’evidenza del curioso coincidere”casuale” di vie lontane, l’eretica ricerca di un virtuoso vocale e la “forzata” condizione di una cosidetta “disabilitata”.L’abbraccio emotivo fu presto seguito dall’illuminazione razionale che spiegava la fatalità e ne metteva in luce la logica “filosofica”, se non proprio “scientifica”.La scienza newtoniana si nutre di verifiche statisticizzate e di pletore di dati che io, per mia natura devoto all’Unicum, non ho e non voglio avere: quindi non tratterò di una pretesa (newtoniana) scientificità ma di illuminazioni sintetiche e deliri logici caratteristici di un cervello Artistico.Partiamo dalle evidenze fonico-pragmatiche: l'impossibilità di controllare tonalmente l’emissione sonora legata alla parola detta.L’impossibiltà di controllare.Controllare, definire un percorso prevedibile, prestabilire una corretta e condivisa emissione, pre-vedere.....PRE-VEDERE, vedere prima, tra un’infinita serie di possibilità, quale dovrà essere.Sospendiamo.Mi risulta da speculazioni fisico-quantistiche che a livello sub-atomico, di una particella sia impossibile determinare con eguale certezza la sua quantità di moto (massa per velocità) e la sua posizione.[1]Interessante.Conoscere la posizione, bloccare una particella, fotografarla. Una foto. Anzi un fotogramma. Un fotogramma dal quale io tento disperatamente di risalire alla natura del film, ma non ci riesco, non ci riesco, perché il film accade solo se i fotogrammi sono in movimento , e il film è tutti i fotogrammi, non uno, per quanto bello sia.Una sezione del Tutto. Un flusso interrotto.Fermo il flusso e perdo la natura intrinseca. Conosco la posizione e perdo l’energia, cioè la velocità e la massa[2]: se voglio conoscere quella che io chiamo la natura intrinseca ( l’Energia? ) di “qualcosa” la devo lasciare nel movimento, non posso dire eccola, è qui, è ora, è lì, la sua natura è evidente solo nel movimento.Ritorniamo.Prevedere, controllare. Predefinire un percorso, una tonalità, una forma, ecco, una forma, imporre alla propria voce una forma, una forma riconoscibile. Imporre una forma, quindi fissare un flusso, ghiacciare un moto, dire qui, questa è la forma, pre-pensarla senza Ascoltarla: impedire,ostacolare la manifestazione della natura intrinseca del suono vocale, l’Assoluto non si manifesta.Ben venga, invece e dunque, l’incontrollato, la libera creazione vocale, artistica perchè svelante, pur nell’inconsapevolezza, un ALTROVE, tanti Altrove, che dipingono una percezione di Cosmo meno sezionato, meno parziale. E per parziale intendo la triste e più o meno obbligata scelta di una forma tra mille possibili, un uni-verso tra mille possibili, così come già lamentava Heidegger; e Lacan[3] (a suo modo).E fin qui il dialogo tra sé e sé, considerazioni autistiche.Ma poi viene il gioco dell’io-tu, della relazione tra apparenti “separati”.Fatti siam di particelle e quindi, in un logico delirio, siam movimento e non stasi; se ci fissi ci perdi, ti perdi la nostra “natura intrinseca” fatta di massa e velocità forse più che di posizione.Indi per cui, vocando ”Tu !” , l’ ”io” ti fissa in una serie di forme pre-concette che predisegnano il “Tu”, lo incatenano allo SPAZIO TEMPO, al qui.E tutto questo implica un pre-concetto pre-definito di vocalità canonico-comunicativa: l’eloquio del “normale”, stigmatizzabile in una serie di parametri statisticamente ricorrenti per l’essere umano.Ma poi, la tetraparesi si autoproduce in fonazioni im-pre-vedibili e ti-ci sconvolge, ci sposta, e, in-controllata, sorprende ed atterrisce se stessa, mi-ci obbliga ad una sorpresa, ad un imbarazzo[4] che travolge il prepensato, ad un ascolto imprevisto che sfugge ad ogni forma canonica e si affida, trascinato dalle folli evoluzioni tonali di un’ ”arte spastica”.Lapalisse esulta ora con il suo “ Ma certo!” “E’ tutto più chiaro!”: una trama si evidenzia nell’intricato delirio filosofico.E qui ci sovviene ancora di un Heidegger che ammonisce che, certo, il linguaggio è la casa dell’Essere, ma la manifestazione dell’Essere può avvenire solo quando le parole mancano a se stesse, si perdono e non si trovano, rinunciano alla loro stessa pre-forma: e io aggiungo che anche la fonazione che rinuncia al pre-definirsi riecheggia dell’Essere, quell’Essere che non può essere racchiuso in un qui-qua-tu-questo-così. Quell’Essere che si ”mostra” e non si dice ( Ah! Buon Wittgenstein[5]…) e si mostra attraverso il suono, si suona attraverso la voce, che tradisce se stessa per patologia o per arte e così, tradendosi, si ri-trova e si di-svela. [1]D. Sette “Lezioni di Fisica”: “..quanto più esattamente si determina la posizione di un fotone tanto meno precisa risulta la determinazione della quantità di moto e viceversa.” E’ il Principio di Indeterminazione, mostrato da W. Heisenberg nel 1927.2 Einstein: E = mc2[3] Il “manque” lacaniano, cioè l’Alienazione che riceve il bambino nell’interpretazione iniziale delle sue pulsioni alle quali vengono FISSATE delle Parole dagli adulti, che ne scelgono una per descrivere quell’emozione.[4] Vedi paragrafo “Sentimenti, pensieri, emozioni suscitati in chi ascolta” della dott.ssa Ciccani[5] Dal Tractatus: ”Ma v’è dell’ineffabile. Esso mostra sé, è il Mistico.”
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4 e 5 Febbraio 2011 al CineTeatro via Valsolda 177 Roma 06-8175275 necessaria prenotazione
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The Chalice (english version)
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