Riflessioni brevi dopo il varo della manovra... leggi
Assistenza e indicatori: misurare l'attività tra necessità e "pericoli" ... leggi
CORSO DI ALTA FORMAZIONE: IL MIDDLE MANAGEMENT NEI SERVIZI ALLA PERSONA leggi
Questionario sul convegno "Il Responsabile di Nucleo": primi dati leggi
La partecipazione di ANOSS al Pte-expo 2011 Verona: L'associazione ha preso parte al Pte-expo 2011 di Verona con uno stand (frequentatissimo) e con la realizzazione di due convegni. uno di carattere generale sugli indirizzi attuali del welfare e l'atro sulla figura professionale del Responsabile di nucleo....
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Report Convegno a Torino 23 marzo 2011
La legge 328: una riforma mancata o un'opportunità da incrementare
La Bottega del Possibile, nell’'ambito di un'’ampia azione di formazione e di divulgazione ha organizzato questa giornata di studio e approfondimento. I lavori coordinati da Salvatore Rao, vicepresidente de “La bottega del Possibile” hanno preso avvio con una prolusione ... leggi il seguito
Alla ricerca del welfare
L'Organizzazione mondiale della Sanità ha dato un messaggio interessante sul tema della salute degli anziani. "Invecchiare è un privilegio e una meta della società" ... [di Renato Dapero] leggi il seguito
Accesso ai servizi di welfare: siamo cittadini o sudditi
Comincia un nuovo anno ed è già il secondo decennio di questo nuovo secolo che di delusioni al nostro mondo, il mondo dell'assistenza anziani intendo, di delusioni ne ha già portate un buon numero. Usando una citazione da cinefilo, ben nota agli appassionati di fantascienza ..... [di Renato Dapero] leggi il seguito
Analisi preliminare su un welfare in difficoltà
Usando una citazione da cinefilo appassionato di fantascienza, l'’uomo nuovo tornando dalle stelle vide i mali che affliggono la Terra e, sentendosi dubbioso e quasi impotente, pensò che avrebbe fatto qualcosa..! Anche noi come l'’interprete del celebre 2001 di Kubrik, di fronte ai mali che affliggono l'’assistenza, dobbiamo scrollarci di dosso il senso di disagio e anche se ci sentiamo dubbiosi e quasi sempre impotenti dobbiamo comunque decidere di fare qualcosa!
Prima di fare, però, è bene analizzare la situazione di partenza, perché, è ovvio, non si va da nessuna parte se neanche si sa da dove si parte.
Si parte da un'’analisi di mercato che vede un'’estrema confusione tra domanda, offerta, controllo, prodotti e prezzi.
In ogni mercato che si rispetti c'’è...… leggi il seguito
Il caso FIAT. A noi del socio-sanitario, cosa insegna?
Ci son fatti di cronaca a cui non è improprio attribuire il significato e il valore di un vero e proprio spartiacque tra epoche. È questo il caso delle recenti decisioni del gruppo FIAT, sulle prime apparse come episodiche e circoscritte, poi, a poco a poco, sempre più avviate ad assumere un valore diverso, man mano che se ne intravedeva la portata. Le prime schermaglie tra Azienda, Governo e Sindacato hanno messo in evidenza che l'’intento è di carattere generale nell'’ambito dell'’Azienda, ma non solo, al tempo stesso è fattore di novità in senso ancor più generale in quanto introduce il seme del cambiamento nel mondo della produzione metalmeccanica che per la sua tradizionale caratteristica di ''“apripista”'' nel mondo delle relazioni industriali fornirà base ed esempio a molti e, alla fine, a tutti i settori produttivi.
Due posizioni hanno colpito: da una parte quella di alcune parti sindacali che hanno gridato allo scandalo per un atteggiamento che potrebbe aprire una stagione di repressione di diritti dei lavoratori fin’ora garantiti dalla vigente Carta Costituzionale e dall'’altra quella dell'’Azienda che attribuisce ai lavoratori un atteggiamento ambivalente basato su una grande attenzione ai diritti non suffragata però da altrettanto rispetto per i corrispondenti doveri. La posizione mostrata dalla FIAT, almeno quella più evidente e dichiarata, è che bisogna arginare una tendenza antiproduttiva e inefficiente dei lavoratori, intesi in senso generale e ovviamente senza riferimenti specifici, che non capiscono, in sostanza, che la consistenza reale dei diritti poggia e trae fondamento proprio nella corrispondente assunzione di responsabilità riguardo ai doveri del lavoratore. Anche questo concetto è figlio della Costituzione repubblicana, altrimenti che significato potremmo attribuire al dettato dell’'art. 1? Se l'’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro dobbiamo interrogarci su cosa intendiamo per lavoro; forse semplicemente “avere un posto” o sostenere le responsabilità connesse a quel posto!?
Senza fare un'’analisi della storia recente e….. leggi il seguito
Non si può tacere! (Il Punto 04 ottobre 2010)
Non si può non dire la nostra di fronte a uno spettacolo di degrado della politica che non ha precedenti da mezzo secolo a questa parte. Quasi vent’'anni fa ci siamo scandalizzati per Tangentopoli e Mani Pulite, ma oggi… beh oggi non ci si scandalizza più! E questo è il guaio, siamo assuefatti e solo pochi gridano nelle piazze, ma così facendo si mettono in evidenza in modo negativo, si squalificano da soli. Così è il trionfo della falsità e dell'’ipocrisia, del populismo e del decadimento dello Stato di diritto.
Le responsabilità della politica sono enormi, ma quanti di noi sanno dire e fare qualcosa hanno il dovere di farlo. Hanno il dovere di esporsi e denunciare quello che non va e di battersi per cambiare.
Noi non possiamo chiedere agli uomini dei partiti di cambiare, primo perché non siamo organizzati e non ci ascolterebbero, ma poi, soprattutto, perché se anche riuscissimo a farci ascoltare non potrebbero cambiare proprio niente. La politica nelle sue varie formazioni ed espressioni è come un treno in corsa (Non un moderno “Freccia Rossa”, ma un merci carico di container dal contenuto ignoto) non veloce, certo, ma con una massa enorme e quindi con una irrefrenabile inerzia. Prima di vedere un cambiamento... leggi il seguito
Il Punto (31 dicembre 2010) - Cosa faremo nel 2011
All'’inizio di ogni anno ci ritroviamo a fare consuntivi e proponimenti.
Ebbene, non ci sottraiamo alla tradizione infatti nella news letter di fine anno ci sono immagini e contenuti dei momenti salienti del 2010 che abbiamo riproposto nel primo numero del magazine che trovate su questo sito.
Resta da dire che cosa ci aspettiamo nell'’anno nuovo. Non molto se non da noi stessi. Guai se ci fermiamo ad aspettare che qualcuno ci dica bravo o ci dia indicazioni! Guai se ci lamentiamo e basta. Possiamo lamentarci, si, ma soprattutto possiamo fare qualcosa.
In un grande film di Kubrik (2001 Odissea nello spazio) l’'uomo nuovo che torna sulla terra vedendo i mali che l’'affliggono capisce che deve intervenire e ..” pensò che avrebbe fatto qualcosa!” Queste sono le parole che oggi ci possono ispirare: pensare che il nostro compito è “fare qualcosa”!!
La crisi economica e di valori che stiamo attraversando non è di sicuro lo sfondo ideale per riforme della politica del welfare in senso favorevole al nostro settore e purtroppo è a tal punto evidente lo stato di confusione normativa che difficilmente potranno essere efficacemente attuate anche delle semplici azione applicative di norme già varate.
E allora che fare? leggi il seguito