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Gianguido Reggiani nasce a Bologna il 29 Aprile 1913 dal N.H. Avv. Lorenzo Reggiani e dalla Contessa Agnese Acquaderni. E' legato da un affetto speciale al nonno, il Conte Giovanni Acquaderni; di lui ricorderà sempre la bontà d'animo e lo straordinario spirito di iniziativa.
E' il quinto di sette fratelli tra maschi e femmine. I genitori, costretti dalla ingovernabile vivacità della prole, li spediscono in blocco in Istituti: i maschi al "CESARE ARICI" di Brescia retto dai Padri Gesuiti e le femmine al "SACRO CUORE" di Bologna tenuto da monache. Accade così che Gianguido, all'età di undici anni, si trova a vestire la divisa di convittore di quel collegio ed a frequentare la "prima ginnasiale" insieme ad una trentina di alunni della sua stessa età.
Dopo avere frequentato la facoltà di Filosofia, cambia il corso di laurea e si iscrive a Giurisprudenza. Durante questi anni emergono le sue capacità letterarie. Memorabile è il suo articolo pubblicato sulla "SANTA MILIZIA" il 02 Dicembre 1939 e intitolato "FUTURISMO: Etica, Storia".
Lo sport e l'amore per la natura sono parte del suo essere, la sua filosofia di vita. Un'impresa epocale rimarrà la sua discesa in slittino dalla vetta del Cervino. Partecipa a numerose gare di nuoto; nei tuffi, ottiene, ai Campionati Italiani, il punteggio massimo eseguendo un perfetto volo ad angelo dalla piattaforma di dieci metri; ma la sua vera grande passione, che lo accompagnerà fino in tarda età, è la Vela, che lo porta a navigare per tutto l'Adriatico, prima sul Santa Marta, poi sullo Jante e, infine, su uno splendido Classis Boxer 24.
Nella seconda guerra mondiale è Sottotenente paracadutista, arruolato nella divisione "FOLGORE". Dopo aver percorso la Jugoslavia e la Grecia, giunge in Africa e combatte a El Alamein. Conosce personalmente il Generale Rommel. A disfatta avvenuta, nella ricostituita divisione paracadutisti "NEMBO" partecipa, sul fronte del Sud Italia, alla guerra di liberazione nelle file dell'Esercito regolare (non nella resistenza), ricevendo la Croce di Guerra. Quando torna a casa, i cinque anni di guerra hanno lasciato il segno e sua madre stenta a riconoscerlo...
La passione per l'attività letteraria lo accompagna e pervade sino agli ultimi giorni della sua vita. Scrive PATT JUNIOR E LA MALAGIUSTIZIA, UNA STORIA COMPLICATA, CRIMINI ON LINE, UN RACCONTO PER PAUL,..... e AUTOBIOGRAFIA DI UN PICCOLO INVENTORE, dove racconta tutte le invenzioni brevettate che la sua mente creativa ha ideato sin dalla tenera età.
Si spegne a 92 anni, il 26 Ottobre 2005 a Ravenna, tra le braccia di suo figlio Alessandro.
Ha 37 anni compiuti, quando, il 28 Ottobre 1950, sposa Maria Grazia Barboni. Dal matrimonio nascono tre figli: Lorenza (1952), Piero (1956) e Alessandro (1964). Conduce già un avviato Studio Legale a Ravenna. Dagli anni '70 inizia la produzione letteraria; scrive infatti IL BIONDINO, IL GIUDICE ALLORI e BERETTA CALIBRO 7,65. Nel 1972 inizia anche il suo impegno politico: è nominato da Giorgio Almirante Commissario Straordinario della Federazione Provinciale del Movimento Sociale Italiano di Ravenna e riveste, per molti anni, la carica di Consigliere Comunale. Gli avversari politici gli riconoscono sempre la loro stima, pur stando dalla parte opposta della barricata; apprezzano la sua obiettività e onestà intellettuale. In questo periodo riceve anche serie minacce dalle Brigate Rosse che gli fanno recapitare a casa una lettera contenente una pallottola. Tra i consiglieri comunali, pur appartenendo alle file del M.S.I., è l'unico che ha partecipato alla Guerra di Liberazione.